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lunedì 21 aprile 2014




MIEI CARISSIMI LETTORI DALL'OLIMPO DELLA MUSICA ITALIANA VI PRESENTO 



Dopo 40 anni di assenza dal palco , ma di gran lavoro dietro le quinte, il grande Maurizio Fabrizio scende in campo o meglio sul palco per uno spettacolo senza precedenti. Autore della più belle canzoni per Mia Martini,  Renato Zero, Patty Pravo, Mina, Al Bano , Eros Ramazzotti, Miguel Bosè, Ornella Vanoni,  Riccardo Fogli, Giorgia, Luis Miguel e tanti altri artisti di forte spessore.

D: Domani il suo ritorno sul palco dopo 40 anni di assenza con lo spettacolo"L'ARTE DELL'INCONTRO" , come nasce quest'idea?







R:Ho voluto mettere un pò d'ordine in questi lunghi anni di assenza da quando partecipai al Festival di San Remo nel '71.

D: Concorda con me che spesso il momento storico può influenzare il successo o meno di una canzone?



R: Si , credo proprio di si . Bisognerebbe scegliere il momento giusto per pubblicare una canzone.
D: Qual è il punto di partenza quando scrive una canzone? Le scrive pensando all'interprete o segue il suo istinto e la grande sensibilità ed in un secondo tempo si sceglie l'interprete?
R: Scrivo per me per quello che sento in quel momento e per il piacere che provo nel farlo e poi si sceglierà l'interprete. Mi è anche successo di scrivere canzoni per amici cantanti e poi loro con la bravura che li contraddistingue hanno saputo interpretare in maniera eccellente. Scrivo parole e musiche che piacciono a me  ed ho la presunzione di credere che se piacciono a me piacciono a tutti.


D: Cosa rappresenta per lei il Festival di San Remo dove nel 1982 vince con "Storie di tutti i giorni" (Riccardo Fogli)  nel 1983 "Sarà quel sarà" ( Tiziana Rivale) e tante altre. 33 canzoni presentate negli anni?

R: Il Festival di San Remo è stato molto generoso con me, ho partecipato come cantante, corista , solista e autore. Ho partecipato in tutte le vesti. Mi ha regalato emozioni intense e profonde.


D: Qual è il sogno nel cassetto, avendo lavorato a 360° nella musica. Cosa le manca?


R: Scrivere un'opera e lo sto facendo con Guido Morra su un lavoro che ha visto come interprete il bravissimo Massimo Ranieri. Questo progetto l'ho sempre avuto nella menteed ora lo sto realizzando

mercoledì 2 aprile 2014

INTERVISTA A…/ Il doppiatore e attore Giorgio Borghetti si racconta: “Sto vivendo un momento meraviglioso. Quando ho incontrato Alessia ho capito che avevo trovato l’altra metà della mela”

intervista-a-giorgio-borghetti1


(di Alessandra Giorda) Per Voi, miei cari lettori, ho intervistato un attore di grande successo, eccelsa simpatia e massima abilità nel mettere le persone a proprio agio. In questo periodo è in tv con la fictionCugino&Cugino su Raiuno. Diventato noto al grande pubblico con Incantesimo, tra i suoi successi si annoverano Capitano 1,Carabinieri, Le ragazze di San Frediano. Sguardo languido, voce profonda, bello ed intrigante ecco a Voi Giorgio Borghetti!


Curiosando tra pubblico e privato, Giorgio si lascia scoprire e si racconta. Qual è lo sport da lui preferito? Cosa si cela dietro? Da mito per il sesso femminile, a padre alle prese con un bimbo piccolo avuto dalla compagna che è la sorella di un famoso campione e per lei ha compiuto il viaggio più bello e rischioso della sua vita. Chi è lei, la donna che lui definisce la sua esatta metà e di cui ne è innamoratissimo?

D: Attualmente sei su Raiuno nella fiction Cugino&Cugino con Nino Frassica e Giulio Scarpati. Subentrato alla terza puntata rimarrai fino alla fine. Parlami del tuo ruolo?

R: Il mio personaggio si chiama Alex Maini è un musicista jazz, suona il sax e compagno di scuola di Filippo Raimondi, alias, Giulio Scarpati. Ci rincontriamo in carcere dopo 22 anni che non ci vediamo. Il mio personaggio non è un delinquente, è solo uno che ha conosciuto persone sbagliate, fatto investimenti non corretti e si trova in grave situazione economica. Mette in circolazione assegni scoperti che finiscono in mano alla persona meno giusta.

D: Nella tua vita reale, qual è il rapporto che hai con la musica?

R: Ho un rapporto meraviglioso nel senso che ascolto ogni tipo di musica. Dalla classica al jazz a quella italiana; un po’ di tutto. La amo in tutta la sua interezza.

D: Sei un grande doppiatore ed attore. Dovessi scegliere cosa scarteresti?

R: Per come la vedo una cosa non esclude l’altra. La settorialità è una mentalità tipicamente italiana. Ci sono attori americani, francesi e tedeschi che fanno tutto. Tom Hanks, grande attore, vincitore di due Oscar, ha doppiato Polar Express. Considera che nel mio CV, che presento in giro, il doppiaggio non è menzionato. Per i registi piuttosto che per quelli del casting non va bene, infatti dicono: “Ah questo fa doppiaggio, ha la voce impostata e basta, non scritturiamolo”. E’ un brutto modus vivendi italiano, nel settore artistico.

D: L’Italia è fanalino di coda nei confronti del resto del mondo occidentale per la recitazione?

R: Certo, perché non conosciamo bene la lingua inglese. Sono favorevole ad una scuola di doppiaggio. Sarei d’accordo alla proiezione di film 3 giorni a settimana in lingua italiana e gli altri 3 in lingua originale. Questo porterebbe a constatare se il doppiaggio è fatto bene ed ad attrarre persone straniere che possano vedere un film nella loro lingua madre. Qui si evidenzierebbe la vera globalizzazione.

D: A quale età hai mosso i primi passi nel settore artistico?

R: Ad otto anni come doppiatore.

D: Quali sono i tuoi progetti lavorativi futuri?

R: Una fiction con Enrico Brignano, che dovrebbe andare in onda in primavera su Mediaset. Sono in attesa dei risultati dei provini che ho appena fatto, sperando che qualcuno mi scritturi. Continuo intanto a cimentarmi nel doppiaggio che non ho mai mollato e mi diletto come papà.

D: Non hai mai pensato di scrivere un libro?

R: Si ho iniziato a scriverlo. Lo raccontai anche un po’ di tempo fa al Maurizio Costanzo Show, quando andai da Lui. Ho un’avversione nei confronti della video scrittura. Amo scrivere a mano, correggere, vedere le righe che traccio su parole o periodi che sono da modificare e rivedere quali sono stati i miei primi

Giorgio Borghetti, dopo la separazione dalla moglie avvocato penalista, ha trovato la donna della sua vita: Alessia Tomba, sorella del grande campione di sci Alberto, dalla quale nel 2008 ha avuto un bellissimo bimbo di nome Gianalberto.

D: Come hai conosciuto Alessia?

R: L’ho conosciuta, nel 2005, ad un evento sulla neve che era organizzato da lei. Ci siamo rivisti l’anno dopo, alle Olimpiadi di Torino, lì abbiamo approfondito la conoscenza e ci siamo innamorati. Mi sono trasferito a vivere a Bologna è nato, poi, Gianalberto e la mia vita è fantastica.

D: Pensate ad un secondo figlio?

R: Visto come è venuto il primo che è buonissimo e dicono anche bello non lo lasceremo da solo. Dobbiamo solo inquadrare le tempistiche.

D: Cosa sogni per la tua vita privata futura?

R: Che tutto rimanga sempre così. Sto vivendo un momento meraviglioso. Quando ho incontrato Alessia ho capito che avevo trovato l’altra metà della mela. Quindi non posso pensare alla mia vita senza lei.

D: Qual è stato il viaggio più bello che hai fatto?

R: Questa è una bella domanda! Sto pensando. C’è Alessia qui vicino a me che mi sta dicendo che la domanda è facile e che è bene che mi sbrighi a risponderti. Il punto è che ho fatto tanti bellissimi viaggi, ma non con lei. Quello che mi è venuto in mente quando mi hai posto la domanda è stato uno molto particolare.

D: Racconta.

R: Per raggiungere Alessia, poiché non vedevo l’ora di vederla, presi l’auto andando ad una velocità spaventosa. La polizia stradale mi fermò. La mia preoccupazione non era tanto, per la salatissima multa, quanto avevo il terrore che mi sequestrassero l’auto. Avrei avuto difficoltà a raggiungere la mia amata. Ero al telefono con Alessia e prima che la polizia stradale mi fermasse, le dissi: c’è un pazzo che si è messo in mezzo alla strada: era il poliziotto che mi disse “stiamo andando un po’ velocini, non le pare?” Per fortuna, mi ha riconosciuto subito, la moglie è una fan di Carabinieri e di me. Così ho aggiustato “la frittata” ed ho raggiunto il mio amore. Annovero questo viaggio Roma – Cortina come viaggio più bello perché molto desiderato e movimentato.

D: Che cosa ti fa paura nella vita?

R: Che mio figlio soffra e che qualcuno gli possa far del male.

D: Cosa si cela dietro al tuo sport preferito e dove eccelli?

R: Sto promozionado, quando posso, il libro scritto da un caro amico che lavora anche per il Tg5, Alessandro Mischi. Il titolo è Il Battito nelle Corde e parla di tennis. Quest’estate ero in vacanza con lui in costiera romagnola e quando mi vide giocare a tennis mi disse: “Tu sei il protagonista del mio libro”. Pensa che non lo aveva ancora ultimato. Quindi quando riesco lo accompagno per la promozione ed appena faranno il film sarò il protagonista.

Presto Alessandro Mischi, sarà nostro ospite suilTelevisionario, in un’intervista dove ci  presenterà IlBattito nelle Corde ed approfondiremo la sua conoscenza.

pensieri. Scrivo quasi sempre a mano ed invio molto cartaceo. Ho dovuto imparare, per dei contatti di lavoro, ad inviare mail. Comunque l’idea c’è, molto è ancora nella mia mente, parecchie pagine, però, sono già state scritte.

D: Di che genere si tratta?

R: Della mia passione: la montagna. E’ una sorta di romanzo autobiografico.

D: Qual è il tuo rapporto con la montagna?

R: Simbiotico. Quando arrivo in un bosco mi soffermo a guardare, il tempo, gli alberi ed il rumore della neve; si la neve ha un suo rumore. Mi metto a contatto con me stesso e con la natura. Considera che in seggiovia, anche con temperature bassissime, mi tolgo i guanti per sentire il contatto con l’aria frizzante. Mi piace anche nel periodo estivo anche se il fascino è diverso.

venerdì 2 agosto 2013

IL REGISTA DALL'INTELLIGENZA INNOVATIVA

                                 RICCARDO GRANDI


Con grande piacere miei carissimi lettori e lettrici, Vi presento Riccardo Grandi, regista del programma di successo "Ombrelloni" in onda si Raidue dopo il Tg. E' un uomo di talento che si distingue dalla massa. Non il solito che va dove tira il vento, che per molti oggi è un must. Senza dubbio la crisi incombe e le difficoltà sono molteplici, ma è proprio in questi momenti che le idee innovative valide possono essere vincenti e dare origine al cambiamento. Grandi è un regista di cinema , televisione  e spot pubblicitari che ha fatto e fà la differenza . Capiamo meglio le sue idee  !
 
D: Come nasce l'idea di porre in essere un programma come " Ombrelloni" ?
 
R: Dall'esigenza della Rai  di creare un programma dopo il TG che potesse andare sul Web ed in TV. C'era la voglia di raccontare storie in formato breve. E' stato presentato il progetto, successivamente accettato  e dopo l'iter ordinario è ora sul Web ed in TV.
D: Avete già in mente la seconda serie?
 
R: Perchè no? Ora però concentriamoci su questa e per scaramanzia non facciamo pronostici.
 
 
D: Sembra sempre più prender piede la TV sul Web. Cosa ne pensi?
 
R: Il futuro della fiction è sempre più sul Web e poi in TV. Su internet c'è un pubblico focalizzato e mirato. E' ancora evidente la spaccatura tra la nuova generazione e gli anziani di oggi. Per i primi la scelta è il Web per i secondi la TV, ma man mano che andiamo avanti con gli anni e i giovani d'oggi saranno i meno giovani di domani ecco che internet prenderà il sopravvento.
D: Quali sono o tuoi prossimi progetti lavorativi?
 
R: Cinema! Il mio lavoro verte su progetti cinematografici. E' sempre difficile creare un prodotto che si distingua dall'ordinario poichè la crisi si fà sempre più pesante e lo Stato non sovvenziona la cultura. Inoltre il cinema industriale sta vivendo un momento di crisi creativa ed è molto facile fallire. Per questo si propongono sempre dei remake di "cose " fatte all'estero e che hanno avuto successo . Manca l'originalità , mancano gli attori del calibro di Marlon Brando che smuovevano i nostri genitori dal divano per correre al cinema ad assaporare la sua bravura in un bel film. Oggi i medesimi visi che vedi in televisione li ritrovi al cinema.  Un esempio : Ficarra e Picone

D: Quali le differenze tra Italia ed Estero?
 
R: In Italia in problema principale è lo Stato che non sovvenziona ! La cultura è abbandonata a se stessa. All'Estero è tutto il contrario, poichè c'è la voglia di preservare un patrimonio così grande e conservarlo al meglio. In Francia vengono prodotti bellissimi film commerciali con attori nuovi. In Italia ,come dicevo poc'anzi, il cinema non riesce ad uscire dalla televisione. Non si vogliono proporre volti nuovi, e che di talenti nascosti ce ne sono moltissimi, attori che sono bravissimi ma che non vengono scritturati perchè si ha paura a puntare sul  nuovo, si crede che il rischio sia troppo grande. E' necessario mettere in evidenza e creare aspettative tra la gente su una costellazione di nuovi talentuosi volti. Siamo tempestati dall'estetica. La vediamo ovunque. Ora basta! Oggi il vero valore sta nell'esplorare territori nuovi nel contenuto.

domenica 2 giugno 2013

SE NON FACESSI L'ATTRICE NON SAREI LA MEDESIMA: PORTEREI SOLO LO STESSO NOME

INTERVISTA A.......
 
 
                                                  PAOLA DE CRESCENZO
 
 
               
 
Con immenso piacere Miei carissimi lettori , Vi presento e sottopongo alla Vostra attenzione un'attrice rivelazione degli ultimi anni del panorama italiano: Paola De Crescenzo. Una vera stella che brilla di luce propria. Infatti si è fatta da sola lavorando duramente , studiando e mettendoci tanta passione. Già a vent'anni aveva le idee ben chiare sul suo futuro e non si è lasciata abbagliare dalle luci della televisione  e dai guadagni elevati che avrebbe potuto avere percorrendo una strada tanto effimera quanto ben remunerata.
 Non esseno devota al "Dio Denaro", un dio dove oggigiorno la maggior parte delle persone adora e in suo onore fà di tutto, Paola ha fatto una scelta  ben determinata per consolidare la sua professione diventando una VERA e BRAVA attrice. Si impone al grande pubblico , dopo molta gavetta interpretando il ruolo di Carlotta Corday in Marat Sade di Peter Weiss in prima nazionale al Teatro Argentino in Roma. Molti altri  sono i successi di forte spessore che colleziona, senza contare che lavora in pianta stabile nella Compagnia del Teatro Due di Parma. Ha interpretato come protagonista "Lo Straniero",  uno spettacolo proposto in occasione del centenario della nascita di Camus ,che ha avuto un ottimo successo.Una donna deliziosa con la quale non ci si stanca di parlare, anzi è un vero piacere perchè tutto ciò che esprime è vero. Una mosca bianca in questo mondo falso e privo di valori . Conosceremo Paola nell'intervista a seguire sia come attrice che nel privato. Ammirevole sono state  forza e capacità di sollevarsi quando ha toccato il fondo e la coerenza di vita. Un esempio di donna e attrice . Conosciamola meglio !
 
 
 
D: Hai lavorato in televisione con Ettore Bassi, perchè non hai percorso quella strada?

R: Si ho lavorato con il bravissimo Ettore Bassi, in un programma dove si vedeva solo la mia mano. E' stata un'ottima esperienza che mi avrebbe aperto le porte al mondo della televisione , ma la mia passione è il teatro . Avevo vent'anni e l'entusiasmo alle stelle, lavorare in televisione era avere senza dubbio raggiunto un importante traguardo, ma ho ragionato in questo modo: la bellezza dei vent'anni tutti l'hanno, ma tra qualche tempo potrebbero buttarmi via e prendere la nuova ventenne di turno ed io che  farò? Il mio obiettivo era ed è costruirmi un futuro solido con questa professione.


 
D: Hai fatto molti sacrifici e lavorato anche gratis, raccontaci
 
R: Nel periodo in cui lavoravo in Rai a Bologna, prestavo servizio anche in teatro a Parma  come suggeritore. Nessuno ,tranne i grandi attori che recitavano ed ai quali suggerivo,s'accorgevano di me : non mi si vedeva ! Tutto questo lo facevo senza alcuna remunerazione, lavorando di sera e spesso si finiva molto tardi, perdevo  il treno e quindi dormivo in stazione. Salivo poi sul primo treno per la capitale dell'Emilia Romagna e dalla stazione con la mia bici andavo a casa. Doccia e via in Rai a Bologna, finito prendevo la bici e via in stazione alla volta di Parma.
 
D: Hai avuto una stagione teatrale piena di lavoro, sei soddisfatta?

R: Si moltissimo. Sette spettacoli in una stagione teatrale. Sono stanca ma contenta. Amo il mio lavoro talmente tanto che la stanchezza passa in seconda battuta. Se non facessi l'attrice non sarei la medesima persona. Porterei solo lo stesso nome , ma avrei un carattere diverso.


D: Per te la tua professione non è solo apparire e avere successo, ma un tuo bisogno con radici profonde.

R: Si ! Svolgo la mia professione con un preciso dovere che sento profondamente, ossia quello di trasmettere al pubblico emozioni, sensazioni , sogni e valori.  Proprio per questo motivo sono in continuo studio per migliorarmi sempre di più.

D: Qual è il tuo sogno nel cassetto?

R: Quello che sto vivendo ! E' un grande sogno che si è concretizzato. Mi piacerebbe completarlo con il cinema. Sarei così un'attice a 360°.

D: Chi sei nel privato?

R: Lo sto iniziando a costruire ! Ho una sfrenata passione per le isole greche. Ho già visitato tutte le Cicladi. Adoro l'aspro , il secco , il blu del mare e del cielo. Le isole greche sono spettacolari  e  hanno un "sapore" unico . Adoro anche praticare sport ed ho iniziato ad avere una predisposizione per cucinare, mi diverte tantissimo.


D: Cosa sogni per il tuo futuro privato?

R: Ho sempre pensato , forse anche per tradizioni familiari, essendo  pugliese, di crearmi una famiglia con figli . Con il passare del tempo mi chiedo: ma è quello che realmente voglio ? Non so : devo riflettere. Mentre sono certa che voglio costruire il mio futuro giorno per giorno in perfetta coerenza con me stessa. Solo così potrò avere quello che desidero realmente con più facilità.
 
 D: Sei credente?

R: Nel 2011 ho incominciato a praticare il buddhismo. Stavo malissimo psicologicamente , nulla di che , i  periodi che più o meno tutti passiamo nella vita. Non mi sento di dire religione buddhista , ma filosofia buddhista che trovo si cucia meglio sulla mia pelle. Pratico tutte le mattine e le sere le preghiere. Questa folosofia mi ha aiutato molto.

D: Racconta ai lettori in concreto come vivi il buddihsmo e cosa ti ha dato.
 
 
R. Ho iniziato a fare meditazione in soli 5 minuti e mi sembravano un'eternità. Ti assicuro che ero svizzera nel contare i minuti e allo scattare del quinto smettevo immediatamente. Poco a poco invece , con la pratica assidua ho iniziato ad avvertire la necessità di pregare per più tempo ed ora, dopo un anno e mezzo, non vedo l'ora di farlo. Ogni mattina dedico dai 40 ai 50 minuti ed alla sera dai 30 ai 40 minuti. Quando "pratico" è come se fossi in vacanza. Stacco la spina da tutto il mondo e sono totalmente libera dai pensieri. Con il buddhismo ho imparato, avendo come tutti degli obiettivi nella vita, a riconoscerli, ad agire e  pregare per essi . Non c'è nulla di male recitare dei mantra per obiettivi più sostanziosi e per quelli meno. L'importante è che i nostri desideri non procurino del male  a nessuno. Non siamo soli nella vita ! Se noi impariamo ad aprirci al mondo esso si aprirà a noi. L'Ego( IO, IO, IO) continuo e assoluto, come molte persone hanno sviluppato,  non porta a nulla. Mentre l'ascoltare e l'andare verso gli altri è un grande regalo per loro e per noi stessi. Non agire mai per tornaconto se tu agisci con sincerità il mondo ti risponde.
 
 
D:Sei anche sostenitrice di un'organizzazione no- profit, racconta
 
R: In quanto sostenitrice dell'organizzazione no-profit "Sangre de America", in occasione della mostra "Ancestral", tenutasi recentemente a Milano presso il Museo d'arte e scienza, ho dato voce ad un racconto della cultura andina venesolana. Si intitola "Le cinque aquile bianche", mostra la bellezza del personaggio mitologico Karibay, la cui leggenda si fonde con l'origine delle nevi eterne della Cordigliera sudamericana. Sangredeamerica.org sostiene l'ideale a favore delle popolazioni che si estinguono a causa della deculturizzazione forzata negli ultimi luoghi naturali del mondo. E' stata creata da un gruppo di persone tra cui scrittori, antropologi, musicisti, intellettuali e gente comune, motivati dalla necessità di promuovere una coscienza a livello internazionale sul rischio di estinzione degli ultimi guardiani della natura.
Quella di "Ancestral" è un'iniziativa importante perché utilizza il linguaggio universale dell'arte per incoraggiare la nostra civiltà al rispetto verso stili di vita tradizionali e alla condivisione di antiche credenze animistiche ancora in uso tra popolazioni in via di estinzione

domenica 17 marzo 2013

L'UOMO GIUSTO PER OGNUNA DI NOI ESISTE. CERCATELO DONNE !

 

 
ELA WEBER
 
Nata a Dettelbach in baviera, la giunonica Manuela Hannelo Weber, in arte Ela Weber, che ha lavorato anche come benzinaia, a solo 15 anni inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo e a 18 anni ,dopo il diploma, parte per New York dove prosegue la carriera come  modella. Nel 1988 sbarca in Italia e diventa  famosa da lì a poco. Forme generose, fisico spaziale e bravura fanno di lei un personaggio molto richiesto e  sogno erotico del sesso maschile. Molte sono le copertine di giornali  che la immortalano, senza contare i calendari che la rendeno sempre più l'oggetto desiderabile del sesso maschile, ma molto amata anche dalle donne. Nel 1996 ,con Tira e Molla con Bonolis, i riflettori sono tutti per lei.  Lavora per la televisioane e cinema, ma non disdegna il teatro e proprio in occasione del bellissimo spettacolo BOEING BOEING che Ela con grande simpatia mi rilascia quest'intervista, dove affronta vari argomenti e ci propone anche una riflessione sull'attuale momento politico
 
 
.D: Grande successo per BOEING BOEING, ero in in teatro e la gente è impazzita per Voi . Bellissima anche la scenografia  e tu  sei bravissima, raccontami !
 
R: Grazie ! Questa commedia ambientata negli anni '60 è divertentissima . E' stata possibile realizzarla grazie alla pazzia di Gianluca Ramazzotti, che ha acquistato i diritti da Broadway e ha messo in piedi BOEING BOEING riproducendo il medesimo scenario anche nelle minuziosità. Un vero temerario in momenti come questi, dove la crisi incombe spietata e lo Stato ha fatto dei tagli enormi allo Spettacolo. Il successo che stiamo raccogliendo lo sta ripagando di tutti i soldi sborsati per la realizzazione.
D: Interpreti una delle amanti di Gianluca Guidi, Greta hostess della Lufthansa. Quali sono le similitudini tra Ela e Greta?
 
R: Ela e Greata sono entrambe sincere , sensibili , ma determinate oltre a essere tedesche ! Il personaggio che interpreto mi piace molto e mi diverto tanto in teatro . Purtroppo dovrò terminare con fine marzo la tournée per motivi di lavoro e mi spiace moltissimo.
D: Ci sono novità ?
 
R: Si ma non posso dirti nulla perchè non ho ancora firmato il contratto.
 
D: Almeno anticipa ai lettori se si tratta di cinema o televisione?
 
R: Televisione. Sarà un programma perla tv , ma non farmi dire di più , ti prego !
 
D: Prima hai accennato ai tagli da parte del Governo per il mondo dello Spettacolo, cosa pensi del momento storico-politico che stiamo vivendo?
 
R: Perchè è un momento storico? Direi che è un gran casino.  L'Italia  è un Paese stupendo con persone meravigliose, ma mal governata , anzi non governata dai personaggi dell'attuale scenario politico. Il PD che dovrebbe fare un governissimo con il PDL e poi Grillo , ahahaha !
 
D: Si vocifera che Grillo potrebbe diventare pericoloso e dare origine a un movimento come il Fascismo. Cosa pensi in merito?
 
R: Non credo ! Grillo non è altro che uno showman molto bravo, ma deve fare solo quello. Non sa come ci si deve muovere in politica. Un conto è urlare per le piazze idee anche giuste, un conto è avere le capacità per realizzarle.
 
D: Quale sogno hai che non hai ancora realizzato?
 
 
R: E chi lo sa? Sono alla ricerca di un nuovo sogno, appena lo avrò te lo dirò. Ho avuto molto dalla vita e soprattutto un dono importantissimo: un grande amore. Ho trovato veramente l'uomo della mia vita. Lui è stupendo, fantastico, quello che ho sempre sognato. L'unico rammarico è che per lavoro stiamo spesso distanti, ma ci amiamo tantissimo.
 
D: Quali sono le tue passioni?
 
R: Cucinare ! Mi piace tanto !
 
D: Controlli però la tua alimentazione, hai un bellissimo fisico. Sei "tanta", ma armonica !
 
R: Si certo curo l'alimentazione altrimenti con il fisico che mi ritrovo, diverterei enorme ! Mangio cibi sani , molte verdure ed il mio stile alimnetare è proteico per la maggior parte. Sono molto attenta nella scelta delle proteine, che come sai derivano spesso da animali ormonati. Gli ormoni sono responsabili anche della cellulite e quindi per evitare di avere gambe come contenitori d'acqua, scelgo le proteine con attenzione.
 
 LEGGI TRAMA DI BOEING BOEING , clicca in Spettacolo
 LEGGI LA CRITICA DI BOEING  BOEING, clicca Le critiche
 

giovedì 14 febbraio 2013

STREPITOSA INTERPRETAZIONE DI PAOLO TRIESTINO IN BEN HUR

 
 
PAOLO TRIESTINO
 
Eccellente interpretazione di tutto il cast , alla prima  al Teatro Erba di Torino, dove è andato in scena "BEN HUR".  Paolo Triestino ,attore  consolidato di cinema , televisione e teatro da VIP , CROCIERA VIANELLO, IL CONTE MAX, VITA DA PAPARAZZO, solo per citarne una minima parte, in "BEN HUR" (vedi trama cliccando nel menù SPETTACOLO art. del 7/2/2013 ) ha superato se tesso.
 
Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito e uno straordinario Paolo Triestino che interpreta Milan, in ingegniere bielorusso che approda a Roma in cerca di un futuro lavorativo.  Paolo Triestino è un uomo dotato di grande sensibilità e umiltà e fa parte di quelle persone vere e non costruite con le quali parlare è un piacere. Nell'intervista a seguire Paolo,  ci descriverà il suo personaggio, il successo di "BEN HUR" che va in scena da quattro anni , l'iniziativa promozionata a Torino e tanto altro....    
 
D: Interpretare Milan non deve essere stato facile, reciti in modo spettacolare, sembri un vero bielorusso. Preparare questo personaggio immagino sia stato complesso?
 
 
 
R: Grazie per i complimenti ! Non è stato affato facile prepararmi . Ho studiato e dato tutto me stesso per sembrare in teatro un vero bielorusso. Ho avuto un grande aiuto da un ragazzo madrelingua, Mikalai Razhalouski, che mi ha insegnato molto. Credo di avere anche una predisposizione alle lingue. Tempo fa ho recitato a Reggio Calabria e i reggini pensavano fossi un calabrese. Mi piace intraprendere sfide audaci.
 
D: In "BEN HUR" il tuo personaggio è toccante e ci sono due momenti che mi hanno particolarmente colpita: uno quando canti la canzone in bielorusso e l'altro quando implori un lavoro. Come commenti?
 
R: Per imparare la prima strofa della canzone ho impiegato un mese. Non è stato  per nulla facile, anche se il pubblico sa ripagarti per la fatica fatta e la soddisfazione è grande. Quando mi inginocchio per chiedere un lavoro accettando qualsiasi condizione, ogni volta mi sforzo di non piangere. Il momento è profondo e toccante. Pensare a quanto Milan si umilia per un diritto che tutti noi dovremmo avere: il lavoro. Cinquant'anni or sono erano gli italiani ad emigrare in Argentina, Stati Uniti ecc...ora la storia si ripete e sono i popoli dell'Est a venire in Italia con un sogno: crearsi un futuro.
 
D: Avevano la vita più semplice i nostri emigranti o quelli di ora?
 
R: Per darti una risposta veritiera dovrei avere una cultura in questo campo che non ho, ma a mio giudizio sono più fortunati quelli di oggi. Bene o male un cellulare o altri sistemi di comunicazione oggi giorno tutti  l'hanno. Allora si lasciava la famiglia  e quando andava di lusso ci si sentiva per corrispondenza, ma il calore della voce è tutt'altra cosa.
D: Cosa ti piace della Bielorussia?
 
R: Ho un profondo rispetto per questo popolo che è sempre stato oggetto di razzie, stupri e sfruttamenti. Geograficamente è in una posizione di collegamento tra Europa e Russia , quindi terra di scorribande per raggiungere Mosca.
 
D: Come nasce l'idea del film?
 
 
 
R:  Nel 2008 alla prima assoluta di "BEN HUR" c'era in sala un agente cinematografico che ha prontamente informato il cast che la rappresentazione teatrale doveva essere tramutata in film. Ci sono poi stati aspetti, burocratici e tutto l'iter necessario per fare un film , aspetto importante un produttore e  tramite Rai Cinema è nato il film.
 
D: Un successo alla presentazione dell'ultimo Festival del Cinema di Roma ?
 
R: Si la presentazione del film ha avuto un notevole apprezzamento . All'anteprima erano presenti 2000 persone tutte soddisfatte.
 
D: Cosa ti piace fare quando non lavori e chi sei?
 
R: Amo correre  tutti i giorni almeno un'ora. Mi " svuota"  la testa , mi rilassa e quando sono afflitto o la giornata è no, corro anche due ore. Mi sfogo e cerco di tornare sempre a casa con un sorriso. In questo periodo sono spesso triste. La malinconia e la sofferenza di Milan ,per essere in terra straniera e lontano dagli affetti,  rimane dentro di me. Ogni volta che lo interpreto non riesco a scindere il personaggio dalla persona. Sono il marito di una donna che amo e con la quale abbiamo avuto  due figli che ora hanno 23 e 25 anni. Uno è un matematico e vive in Francia e l'altro nel mondo dello spettacolo. Altra mia passione è scrivere. Sto scrivendo una commedia che andrà in scena il prossimo anno " LA VITA A RATE". E' una metafora che evidenzia come oggi tutto si compri a rate anche l'amore di una donna o quello dei figli.
 
D: Al Teatro Erba di  Torino al termine dello spettacolo, promozioni il libro di "BEN HUR" è chiarisci che il costo di € 10 saranno tutti devoluti per il Centro Antitumori di Candiolo ( Paese limitrofo alla capitale subalpina).
 
R: Si . Sono amico di una donna straordinaria come Piera Vigna che si occupa della raccolta fondi per ANT ( Associazione Nazionale Tumori). In quest'Associazione fanno parte anche straordinarie persone che si occupano dei malati terminali affinchè possano morire a casa propria con tutto l'aiuto necessario.
 
 
 
 
 

giovedì 7 febbraio 2013

VENTO E PIOGGIA ED E' GIA' UN SUCCESSO


 
                                     ELDA ALVIGINI



Corpo perfetto , simpatia da vendere, valori morali di grande spessore e attrice bravissima questi gli ingredienti di Elda Alvigini , alias Stefania Masetti, alias Miss Garbatella .


In occasione di VENTO E PIOGGIA, spettacolo teatrale che sta riscuotendo enorme successo, tratto da una storia vera di Patrizio La Bella, ho nuovamente intervistato Elda Alvigini ed abbiamo affrontato problematiche profonde come avere un genitore eroinomane, la difficoltà ad arrivare a fine mese per mancanza di denaro, una gravidanza inaspettata e sempre uno sguardo ai Cesaroni che l'hanno resa popolare.

D: La Prima  di VENTO E PIOGGIA è andata in scena il 29 gennaio( vedi art. del 29 gennaio in SPETTACOLO) ed è stato un successo che mi sembra continuare. Qual è la risposta del pubblico?


R: Una risposta che ci ha colto di sorpresa ! Abbiamo esordito con ben altri 5 spettacoli con attori famosi o testi accattivanti, ma abbiamo registrato il tutto esaurito e stiamo continuando ad avere il teatro pieno. Anche nelle pomeridiane , dove c'è un pubblico più maturo, tutto alla grande la gente si diverte e apprezza il nostro lavoro. La critica della stampa è a nostro favore. Sono e siamo tutti noi attori felicissimi.

D: Il tuo ruolo qual è?

R: Nel primo atto sono la fidanzata di uno dei fratelli che hanno il padre eroinomane nel carcere di Wang Wong a Bangkok.Siamo davanti al carcere ma non vogliono farci entrare perchè sono mezza nuda. Infatti sono in canotta, pantaloncini corti e tacchi. Per preparami a questo ruolo ho fatto una dieta notevole e palestra.


D: Non ne hai bisogno ! Hai un fisico bellissimo

R: Ho capito, ma non sai che fatica! Non sono una di quelle che sostiene di essere magra e tonica , ma che mangia senza limiti e non fa sport. NO. Seguo una dieta e tanta palestra. Quanta fatica!  ( foto a destra di Fabio Lovino)

D: Nel secondo tempo Alessia come evolve?


R: Nel secondo tempo sono passati una decina di anni , siamo a Roma ed io sono incinta con un grande dilemma : abortire o no . Non voglio portare avanti la gravidanza perchè non abbiamo denaro e non me la sento di mettere al mondo un figlio in queste condizioni. Certo però che se si mette su famiglia quando hai la posizione lavorativa giusta e la stabilità economica , lo fai a 50 anni. Alessia è una ragazza che vuole vivere la vita, che vede "il bicchiere sempre mezzo pieno".
In VENTO e PIOGGIA viene messa  in risalto la capacità dei romani di cavalcare le avversità e "farsela andare bene".

D: I romani ti piacciono e  sembra che tu  sia romana da generazioni , ma non è così vero?


R: Infatti lo pensano in molti ! Ormai, dopo il successo de I CESARONI, sono l'icona Miss Garbatella, ma ti assicuro che se parlo bene il dialetto romano, quello siciliano ancora meglio. Sono figlia di padre piemontese e madre siciliana.

D: La commedia di svolge a cavallo tra gli anni '70 e '80 in uno scenario dove i valori morali sono ormai perduti. Sono più fortunati i giovani di oggi o quelli di allora?



R: Quelli di oggi ! La droga c'è sempre stata anche al tempo dei romani. Negli anni '70 e '80 c'era l'eroina oggi vanno per la maggiore le droghe sintetiche e sono alla portata di tutti da sinistra a destra , ricchi e poveri. Allora era solo per alcuni e venivano spesso emarginati. Oggi la droga è stata mentalmente legalizzata. Quotidianamente leggiamo sui gionali di fatti di giovani e droghe.  I giovani d'oggi hanno più informazione e l'intelligenza per capire che è meglio starne alla larga.

D: Hai mai fatto uso di droghe?

R: No assolutamente no. Ho frequentato il liceo al Virgilio a Roma ed ero una sportiva a buon livello quindi dovevo badare alla mia salute e far tutto per stare bene , dovevo fare le gare . Ti confesso anche che la droga non è mai stata di mio interesse.

D:  Quale messaggio con VENTO e PIOGGIA volete trasmettere al pubblico?

R: Sono felicissima di far parte di questo cast nella commedia in oggetto, perchè il messaggio è chiaro: i figli possono costruirsi una vita di tutto rispetto anche se nati in famiglie problematiche. Avere un padre eroinomane è un dramma, ma nella commedia i figli ribaltano la situazione e si costruiscono tre belle vite slegandosi dal vissuto e da quello che hanno visto e subito. Fanno loro da genitore al padre, un padre che li ama profodamente ma che non riesce a rinunciare all'eroina, e loro capiscono che quella è una strada sbagliata da non imboccare. Spesso nelle famiglie i figli se hanno il padre avvocato fanno l'avvocato , se camorrista diventano deliquenti. Invece i figli devono seguire il loro iter .
 
 
 
 

 

mercoledì 6 febbraio 2013

MIEI CARI AMICI LETTORI NON POSSO CHE RINGRAZIARVI  ! IERI IL TELEVISIONARIO2 HA AVUTO UN PICCO NOTEVOLE DI LETTORI . 
 
RINGRAZIO IN PARTICOLARE QUELLI DAGLI USA CHE SONO STATI ELEVATISSIMI.

martedì 22 gennaio 2013

IL CLAN DEI CAMORRISTI : UNA FICTION PERCHE' LA GENTE CAPISCA A FONDO COS'E' LA CAMORRA



 
                         FRANCESCO DI LEVA



Venerdì 25 gennaio in prima serata su Canale 5 andrà in onda la serie "IL CLAN DEI CAMORRISTI". Una fiction attesissima che porta a conoscenza dei segreti e degli intrighi della mala vita organizzata . Solo qualche giorno fa  i carabinieri di Casal di Principe  hanno arrestato Carmine Schiavone, il figlio di Francesco Schiavone , soprannominato Sandokan  e boss del Clan dei Casalesi . Un arresto che pone l'attenzione suo giri malavitosi della Camorra che saranno ben narrati nella fiction "IL CLAN DEI CAMORRISTI". Per l'occasione ho intervistato Francesco Di Leva che  molto ci racconta con una riflessione sui bambini dove l'innocenza della loro età è usata da chi, per fini personali, lede gli anni della spensieratezza togliendo diritto di vivere l'infanzia. Di chi usa chi non ha ancora l'età per prendere decisioni per disegnare una vita nella Camorra e segnare un destino nel baratro. 




D: Qual è il tuo ruolo nella fiction e cosa ti piace del tuo personaggio?


R: Il personaggio che interpreto si chiama Ciccio Capuano detto in italiano "lo Scuro" . Questo soprannome è per modificarlo dal personaggio reale e  perchè scuro di carattere. E' il più sanguinario tra i personaggi . E' uno di quelli che vuole raggiungere la vetta senza fare troppi giri di parole e senza troppe attese. All'interno della storia scatenerà parecchi problemi che daranno origine a numerose conseguenze. Quello che mi piace di questo personaggio è la follia  e la pazzia che ha dentro di se. 

D: Cosa vi aspettate Voi attori da questa fiction che senza dubbio sarà un successo su Canale 5 ?
R: Che la gente capisca bene cos'è la mafia e l'unione tra mafia e politica che devasta l'immagine del nostro Paese . Il fatto che venga messo in onda in prima serata, offre l'opportunità agli spettatori di apprendere una realtà  che forse non immagina e di conseguenza come tenersi a distanza e aiutare a combattere questa dolorosa piaga. Anche un piccolo gesto non è mai invano, ma tanti piccoli azioni possono diventare qualcosa di grande contro la malavita. 

D: "IL CLAN DEI CAMORRISTI" è una finzione , ma tratto da una realtà ben chiara e distinta . Ora che hai potuto capire meglio di cos'è la Camorra cosa pensi del fatto che non si riuscirà mai a debellare?


R: Queste operazioni di fiction o a teatro, come quando ho "fatto" GOMORRA",(portato in giro 5 ani per l'Europa) sono convinto siano  utili per portare attenzione a quanto detto nella risposta precedente sulla mala vita . E' un vero cancro da combattere e lo si può abbattere solo se la gente conosce. Vivo, nella realtà, in un quartiere di Napoli che è devastato dalla criminalità e sono fermo sul punto che ognuno di noi deve mettere quel granellino di sabbia che è di aiuto a combattere tanta schifezza.

D: Tu operi in tal senso con iniziative molto belle. Racconta.

R: Cerco di aiutare i bambini. C'è un'Associazione che lavora con e per loro , ho una scuola di teatro dove i bambini iniziano a recitare. Sottolineo che non necessita essere artisti o attori per essere utili nel sociale, ma ognuno di noi può dare il suo contributo nella quotidianità . L'importante è fare innamorare un bambino del proprio mestiere, che si tratti  di un attore , un idraulico  o un panettiere non ha alcuna rilevanza. 
Come diceva il grande "EDUARDO" è necessario prenderli alla radice altrimenti estirparli dopo è molto più difficile, quindi agire quando  sono bambini è la conditio sine qua non. Bisogna dare la visione che oltre alla mala vita c'è una luce, che l'aspetto di onnipotenza della Camorra non esiste . Quasi tutti i camorristi finiscono in galera e ci stanno per anni o la maggior parte muore ammazzata non raggiungendo quasi mai il trentesimo anno di età.  Non vedono i figli crescere i figli , sposarsi e costruirsi la loro vita. Non si capisce che cosa attira le persone a condurre una vita tra le braccia della Camorra.

D Secondo te qual è la risposta ? 

R: Sto scrivendo un libro con un ergastolano ( non posso fare il nome) che sostiene che tutte le persone che non ragionano sul futuro della loro vita e sono attirate dalla Camorra hanno contratto il virus delle "gioie corte",  quindi non  sono così intelligenti. Bisogna poi dividere tra i colletti bianchi e la manovalanza. Di quest'ultimi nessuno è riuscito mai a raggiungere traguardi che siano stati di garanzia per il futuro e che siano serviti a costruire qualcosa. 



venerdì 18 gennaio 2013

A SPASSO PER LE CASE DEI VIP CON L'OCCHIO DI UN'ATTENTA UN'ATTRICE

CARISSIMI LETTORI ITALIANI ED ESTERI VI PRESENTO






                   LAURA LATTUADA


Famosa attrice di teatro, cinema e televisione dalla classe inconfondibile, Laura Lattuada nell'intervista a seguire ci racconta di "PASSEPARTOUT", delle bellissime case di personaggi famosi da piccole a grandi, da moderne ad antiche : ma la sua casa cosa racconta di Laura? Chi è al di fuori dell'abile conduttrice del fortunato programma di ARTURO, (canale 221 del digitale terrestre) ? Scopriamola !

D: Come nasce l'opportunità della conduzione  e della scrittura di PASSEPARTOUT?


R: L'editore è proprietario di quattro canali  ed aveva l'idea generica di fare interviste a personaggi famosi nelle loro abitazioni. A condurre questa trasmissione voleva un'attrice. Ha fatto dei provini a circa 12 attrici con un'ipotetica puntata zero e ha scelto me perchè mi ero preparata con un copione. Mi  ha anche chiesto di scrivere  l'intero programma.

 
D: Qual è la casa del personaggio famoso che ti ha colpita di più e perché?

R: Ci sono vari livelli : alcune mi hanno abbagliata perchè molto lussuose e spaziose . 400 metri quadri su tetti di Roma con vista spettacolare dell'Urbe, tolgono il fiato. Altre come quella di Leopoldo Mastelloni perchè originale . E' tutta particolare, inusuale come anche quella di Dario Salvatori che ha oggetti originali anni '50 da favola. Ti confesso che prima di girare le puntate e di andare a casa di un personaggio facciamo sempre una piccola indagine. E' vero che la casa rispecchia la persona, ma spesso conosciamo solo il personaggio e non la persona. Carla Fracci  ad esempio ha un'abitazione molto piccola ma in ogni angolo c'è qualcosa che la ricorda. E' spettacolare. 



D: Quali sono gli oggetti che ti affascinano?

R: Le case con tanti libri. Pamela Villoresi  ne ha pareti intere , tutti catalogati. Adoro le case dove i libri tappezzano i muri.
Mi piacciono le cucine grandi , anche se la mia non lo è, perchè si può mangiare nella medesima senza andare nella sala da pranzo. Il pasto consumato in cucina ha un calore tutto suo.  Quella di Fabio Testi è spettacolare!
Quando abbiamo abbiamo girato la puntata da lui ci ha aperto il vino  e ci ha offerto il salame a metà pomeriggio. Questo rispecchia il suo carattere conviviale. 

D: Quali sono invece le case che non ti piacciono?

R: Quelle tutte bianche e super moderne: sono asettiche e prive di personalità. Un'altra casa che adoro è quella di Erminia Manfredi dove c'è molto etnico antico. 

D: Se si dovesse girare una puntata di PASSEPARTOUT   a casa tua , la tua abitazione cosa racconta di te?


R: Mi hanno già chiesto di girare una puntata a casa mia , ma quando questo succederà è perchè PASSEPARTOUT è giunto alla conclusione, quindi sarà l'ultima puntata. E' una forma scaramantica . La mia casa racconta il legame che ho con gli oggetti belli e traspare quanto ci tenga ad averli a portata di mano per poterli toccare e vedere sempre. Non ho una casa sovraffollata , ma ho una buona quantità di oggetti.  Non amo uno stile unico, ma mi piace mischiare . 
Per la " Befana" ho ricevuto un bellissimo regalo da mio cognato : uno sgabello di Philippe Starck ( nella foto alcune creazioni ).
Si tratta di un fungo che funge da tavolino. Mi piacciono gli arredamenti dove di unisce l'antico al moderno o all'etnico antico. Quando ricevo a casa  delle persone che sono molto formali dico sempre che la mia dimora sembra kitsch , ma se guardano bene il tutto ha un suo senso. 
Che bella la casa di "Alice nel Paese delle Meraviglie"

 
D: Chi sei nella vita privata? Quali sono le tue passioni?

 
R: La mia grande passione è lo sport ! Ho trascorso il periodo delle Feste di Natale in campagna ed in dieci giorni ho percorso 25 chilometri di camminata in piano , in salita ed in discesa. Cammino molto anche  quando vado in montagna , ma abitando a Roma in prossimità di una famosa villa con grande parco vado a correre tutti i giorni. Coltivo le amicizie ed almeno una volta a settimana ho gente a cena. Mi diletto a cucinare per i miei ospiti .

D: Scriverai un libro su PASSEPARTOUT?

R: Mi hanno chiesto di scrivere un libro che raccolga le interviste da me fatte. Sono moltissime e ti confesso che non so da che parte iniziare ! 

D. Quali altri progetti hai per il futuro?

R: Sono presente nei teatri con un monologo che recito da due anni che ha come tema  la violenza sulle donne . Il momento economico-storico del teatro italiano è disastroso. Quindi si punta a monologhi o al massimo a cose a due.