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BENVENUTI SUL MIO BLOG - Alessandra Giorda
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mercoledì 27 agosto 2014

GIORGIO BRUNO RILANCIA IL BRIVIDO IN ITALIA CON HORROR E THRILLER



Giorgio Bruno è un giovane, appassionato, preparato produttore e distributore con la passione per gli horror e i prodotti ben confezionati, convinzione con la quale ha iniziato a realizzare film. Gli ultimi due sono The perfect husband, al cinema da fine ottobre, che ha appena vinto la sezione Migliore Opera Prima (premio Mario Bava) al Fantafestival e Paranormal stories - prodotto in collaborazione con Gabriele Albanesi e distribuito dalla Explorer Entertainment - che ha ottenuto un discreto successo di botteghino e permanenza nelle sale cinematografiche. Un Creepshow all'italiana che con il passaparola ha conquistato un pubblico di appassionati del genere. Cinque storie che seguono il tema classico dei racconti del paranormale, girate da sei giovani registi italiani: Andrea Gagliardi, Tommaso Agnese, Roberto Palma, Stefano Prolli, Omar Protani e Marco Farina.
In preparazione, per settembre, invece, un thriller psicologico che sarà girato negli Stati Uniti The Alcoholist per la regia di Lucas Pavetto. Un viaggio nella mente tormentata di un killer.


lunedì 11 novembre 2013

 
CONTINUA IL GRANDE SUCCESSO PER IL FILM DI CHECCO ZALONE RECORD D'INCASSI IN SOLI 3 GIORNI



Nel box office del weekend la pioggia battente non ha certo spento il sole che brilla sul successo di Checco Zalone: il suo Sole a catinelle, nella seconda settimana di uscita, tiene saldamente il primo posto incassando oltre 11 milioni di euro, per un totale di oltre 34 milioni

sabato 16 febbraio 2013

Berlino,Orso d'oro a rumeno Child's pose

Miglior attrice Garcia, miglior attore Mujic. Regia a Green



BERLINO, 16 FEB - A sorpresa, l'Orso d'oro del Festival di Berlino e' andato al film Child's pose del rumeno Calin Peter Netzer. Miglior attrice la cilena Paulina Garcia per Gloria, di Sebastian Lelio. Miglior attore il bosniaco Nazif Mujic, per Un episodio della vita di un cacciatore di ferraglia di Danis Tanovic, che ha conquistato anche il Premio Gran giuria. Miglior sceneggiatura a Closed Curtain del regista iraniano Jafar Panahi. Premio per la regia all'americano David Gordon Green con Prince avalanche.
 
 
 
fonte Ansa

giovedì 14 febbraio 2013

PROSSIMAMENTE INTERVISTA A SERENA ROSSI

 
PROSSIMAMENTE INTERVISTA A.......





            SERENA ROSSI

che ci racconterà de: "Il Clan dei Camorristi" e tante altre novità

STREPITOSA INTERPRETAZIONE DI PAOLO TRIESTINO IN BEN HUR

 
 
PAOLO TRIESTINO
 
Eccellente interpretazione di tutto il cast , alla prima  al Teatro Erba di Torino, dove è andato in scena "BEN HUR".  Paolo Triestino ,attore  consolidato di cinema , televisione e teatro da VIP , CROCIERA VIANELLO, IL CONTE MAX, VITA DA PAPARAZZO, solo per citarne una minima parte, in "BEN HUR" (vedi trama cliccando nel menù SPETTACOLO art. del 7/2/2013 ) ha superato se tesso.
 
Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito e uno straordinario Paolo Triestino che interpreta Milan, in ingegniere bielorusso che approda a Roma in cerca di un futuro lavorativo.  Paolo Triestino è un uomo dotato di grande sensibilità e umiltà e fa parte di quelle persone vere e non costruite con le quali parlare è un piacere. Nell'intervista a seguire Paolo,  ci descriverà il suo personaggio, il successo di "BEN HUR" che va in scena da quattro anni , l'iniziativa promozionata a Torino e tanto altro....    
 
D: Interpretare Milan non deve essere stato facile, reciti in modo spettacolare, sembri un vero bielorusso. Preparare questo personaggio immagino sia stato complesso?
 
 
 
R: Grazie per i complimenti ! Non è stato affato facile prepararmi . Ho studiato e dato tutto me stesso per sembrare in teatro un vero bielorusso. Ho avuto un grande aiuto da un ragazzo madrelingua, Mikalai Razhalouski, che mi ha insegnato molto. Credo di avere anche una predisposizione alle lingue. Tempo fa ho recitato a Reggio Calabria e i reggini pensavano fossi un calabrese. Mi piace intraprendere sfide audaci.
 
D: In "BEN HUR" il tuo personaggio è toccante e ci sono due momenti che mi hanno particolarmente colpita: uno quando canti la canzone in bielorusso e l'altro quando implori un lavoro. Come commenti?
 
R: Per imparare la prima strofa della canzone ho impiegato un mese. Non è stato  per nulla facile, anche se il pubblico sa ripagarti per la fatica fatta e la soddisfazione è grande. Quando mi inginocchio per chiedere un lavoro accettando qualsiasi condizione, ogni volta mi sforzo di non piangere. Il momento è profondo e toccante. Pensare a quanto Milan si umilia per un diritto che tutti noi dovremmo avere: il lavoro. Cinquant'anni or sono erano gli italiani ad emigrare in Argentina, Stati Uniti ecc...ora la storia si ripete e sono i popoli dell'Est a venire in Italia con un sogno: crearsi un futuro.
 
D: Avevano la vita più semplice i nostri emigranti o quelli di ora?
 
R: Per darti una risposta veritiera dovrei avere una cultura in questo campo che non ho, ma a mio giudizio sono più fortunati quelli di oggi. Bene o male un cellulare o altri sistemi di comunicazione oggi giorno tutti  l'hanno. Allora si lasciava la famiglia  e quando andava di lusso ci si sentiva per corrispondenza, ma il calore della voce è tutt'altra cosa.
D: Cosa ti piace della Bielorussia?
 
R: Ho un profondo rispetto per questo popolo che è sempre stato oggetto di razzie, stupri e sfruttamenti. Geograficamente è in una posizione di collegamento tra Europa e Russia , quindi terra di scorribande per raggiungere Mosca.
 
D: Come nasce l'idea del film?
 
 
 
R:  Nel 2008 alla prima assoluta di "BEN HUR" c'era in sala un agente cinematografico che ha prontamente informato il cast che la rappresentazione teatrale doveva essere tramutata in film. Ci sono poi stati aspetti, burocratici e tutto l'iter necessario per fare un film , aspetto importante un produttore e  tramite Rai Cinema è nato il film.
 
D: Un successo alla presentazione dell'ultimo Festival del Cinema di Roma ?
 
R: Si la presentazione del film ha avuto un notevole apprezzamento . All'anteprima erano presenti 2000 persone tutte soddisfatte.
 
D: Cosa ti piace fare quando non lavori e chi sei?
 
R: Amo correre  tutti i giorni almeno un'ora. Mi " svuota"  la testa , mi rilassa e quando sono afflitto o la giornata è no, corro anche due ore. Mi sfogo e cerco di tornare sempre a casa con un sorriso. In questo periodo sono spesso triste. La malinconia e la sofferenza di Milan ,per essere in terra straniera e lontano dagli affetti,  rimane dentro di me. Ogni volta che lo interpreto non riesco a scindere il personaggio dalla persona. Sono il marito di una donna che amo e con la quale abbiamo avuto  due figli che ora hanno 23 e 25 anni. Uno è un matematico e vive in Francia e l'altro nel mondo dello spettacolo. Altra mia passione è scrivere. Sto scrivendo una commedia che andrà in scena il prossimo anno " LA VITA A RATE". E' una metafora che evidenzia come oggi tutto si compri a rate anche l'amore di una donna o quello dei figli.
 
D: Al Teatro Erba di  Torino al termine dello spettacolo, promozioni il libro di "BEN HUR" è chiarisci che il costo di € 10 saranno tutti devoluti per il Centro Antitumori di Candiolo ( Paese limitrofo alla capitale subalpina).
 
R: Si . Sono amico di una donna straordinaria come Piera Vigna che si occupa della raccolta fondi per ANT ( Associazione Nazionale Tumori). In quest'Associazione fanno parte anche straordinarie persone che si occupano dei malati terminali affinchè possano morire a casa propria con tutto l'aiuto necessario.
 
 
 
 
 

venerdì 8 febbraio 2013

SECONDO GIORNO DEL FESTIVAL DEL CINEMA DI BERLINO





Tre temi differenti e non certo "facili" per i tre film in concorso oggi a Berlino: Paradise: Hope di Ulrich Seidl, Promised Land di Gus Van Sant e In the Name of della regista polacca Malgorzata Szumowska, già autrice di Elles, con la Binoche. Con Paradise: Hope, Seidl conclude la sua trilogia (che si compone di altri due titoli, Paradise: Love e Paradise: Faith presentati a Cannes e Venezia) raccontando la storia di Melanie, una ragazzina obesa che viene affidata alle cure di un centro dietetico perchè perda peso, e si ritrova insieme ad altri ragazzi con le sue stesse problematiche, con i quali condividerà frustrazioni e momenti di svago durante il soggiorno di cura.


Il film di Van Sant invece è un dramma teso che affronta temi legati alla politica, l'ecologia e l'attuale situazione economica. A Matt Damon è affidato il ruolo di Steve, un rappresentante che insieme ad una sua collega (interpretata da Frances McDormand) viene inviato in una località rurale per concludere un affare molto importante, fondamentale per l'espansione della sua azienda. Un incarico che sulle prime sembra facile, ma in seguito sarà ostacolato da alcuni abitanti della comunità, tra cui un insegnante. 




Il terzo film in concorso invece, punta i riflettori su una tematica complessa come quella dell'omosessualità dei sacerdoti. Il protagonista infatti è un prete che apre un centro per ragazzi difficili, all'interno di una piccola comunità di campagna. Durante il suo incarico, rifiuta le avance di una giovane, sottolineando che il suo ruolo gli proibisce di legarsi sentimentalmente ad un'altra persona, ma quando incontrerà Łukasz, un ragazzo taciturno e solitario, avrà grosse difficoltà a tenere a freno quello che prova per lui.



Tra i tanti film presentati oggi nella sezione Panorama, spicca l'esordio alla regia di Joseph Gordon-Levitt, Don Jon's Addiction. In precedenza l'attore aveva firmato alcuni cortometraggi, e per il suo primo lungometraggio ha voluto accanto a sè - che interpreta un Don Giovanni moderno col pallino del sesso - Julianne Moore e Scarlett Johansson. Don Jon's Addiction affronta temi legati al sesso e all'erotismo con vivace ironia, con il protagonista che inaspettatamente si innamora di una ragazza. Il tema del sesso viene affrontato con toni diversi nell'indonesiano Something in the Way di Teddy Soeriaatmadja, nel trasgressivo documentario EXPOSED e nel drammatico Lose Your Head di Stefan Westerwelle.

domenica 3 febbraio 2013




Slow Food alla Berlinale 2013 
dal 7 al 17 Febbraio 


Slow Food anche quest’anno sarà presente al Festival del Cinema di Berlino. Nella sezione Kulinarisches Kino, dedicata a cinema e ambiente e giunta alla settima edizione, saranno proiettati i documentari Couscous Island, di Francesco Amato e Stefano Scarafia, e Slow Food Story, di Stefano Sardo. L’appuntamento è per martedì 12 febbraio dalle 19,30 alle 22,30 al Martin Gropius Kino. 


Couscous Island narra la storia delle donne dell’isola di Fadiouth, in Senegal, che producono il couscous di miglio, piatto tradizionale diventato Presidio Slow Food: espressione di un ecosistema e di saperi tradizionali da salvare, il couscous rappresenta la sfida di queste madri, figlie e nonne alla condanna della povertà, decise nel voler mettere in atto un cambiamento reale. Il documentario è prodotto da Slow Food e realizzato in collaborazione con Bodà nell’ambito del progetto europeo 4Cities4Dev.

Slow Food Story racconta la nascita e la diffusione del movimento attraverso la biografia del suo fondatore e presidente, Carlo Petrini, e del gruppo di amici e collaboratori che l’ha accompagnato in questa lunga avventura. Il documentario, prodotto da Indigo Film e Tico Film, è incentrato sulla storia dell’organizzazione e dello straordinario impatto che ha avuto nel mondo della gastronomia e nella cultura del nostro tempo.
La serata dedicata a Slow Food si concluderà con la cena nel ristorante Martin Gropius Mirror, in cui Carlo Petrini, Luzia Braun, giornalista di ZDF, e Dieter Kosslick, direttore della Berlinale, commenteranno il percorso di Slow Food dalle origini nella cittadina piemontese di Bra, descritte nel film di Sardo, alla diffusione in 150 Paesi e alla realizzazione di progetti a sostegno dei produttori nel Sud del mondo, come quello raccontato da Amato e Scarafia.

Considerato l’interesse suscitato dal film Slow Food Story, è prevista una replica venerdì 15 alle 17. 

Mercoledì 13 alle 17 Carlo Petrini sarà inoltre protagonista, insieme al gastronomo Harald Lemke, di un dibattito dal titolo Der Politische Gärtner (il giardiniere politico). L’incontro sarà moderato da Hansjürgen Rosenbauer, caporedattore cultura di WDR.

Ingresso libero, previa registrazione su www.berlinale.de
Couscous Island è prodotto da Slow Food, in collaborazione con Bodà. Il documentario rientra nelle iniziative del progetto europeo 4Cities4Dev. Il progetto, co-finanziato dall'Unione europea, nasce dalla collaborazione tra quattro città europee - Torino, in qualità di capofila, Tours, Bilbao, Riga - e Slow Food. Le quattro città "adottano" sette comunità del cibo in Senegal, Mauritania, Etiopia, Madagascar, Kenya, Mali e Costa d’Avorio. "Adottare" una comunità del cibo significa permettere ai cittadini europei di conoscere da vicino queste realtà, attraverso il supporto del lavoro di Slow Food e l’avvio di rapporti di natura istituzionale tra città partner, comunità del cibo e autorità locali.

Slow Food Story è prodotto da Indigo Film e Tico Film in associazione con Element Pictures, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Piemonte Doc Film Fund e con il sostegno del Piano Media della Comunità Europea e di Irish Film Board.

lunedì 12 novembre 2012

CLAUDIA POTENZA AL CINEMA ITALIAN STAR 2012 A LOS ANGELES

CLAUDIA POTENZA AL DAVID DI DONATELLO
Claudia Potenza ha lasciato il set del film di Papaleo per volare a Los Angeles per Cinema Italian Star 2012, dove insieme ad Andrea Bosca(ns intervistato del 31/01/2012 ) parteciperà all'evento in oggetto in rappresenranza del cast del film Magnifica Presenza, ultimo lavoro sempre di Ozpetek.
 
Vedremo la Potenza  in Tv  su Mediaset come protagonista con LA BANDA DEI CAMORRISTI .
 
Al cinema in UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE per la regia di Rocco Papaleo che l'ha voluta per il suo primo e fortunato film BASILICATA COAST TO COAST , con il quale  Claudia Potenza si è aggiudicata la candidatura al DAVID DI DONATELLO 2011, come attrice protagonista.