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BENVENUTI SUL MIO BLOG - Alessandra Giorda
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mercoledì 18 marzo 2015

Preghiera irlandese contro lo stress della vita quotidiana




















PRENDITI TEMPO

Prenditi tempo per lavorare:
questo è il prezzo del successo.

Prenditi tempo per pensare:
questa è la sorgente del potere.

Prenditi tempo per giocare:
questo è il segreto dell'eterna gioventù.

Prenditi tempo per leggere:
questo è il fondamento della saggezza.

Prenditi tempo per essere gentile:
questa è la strada per la felicità

Prenditi tempo per sognare:
fa andare il tuo veicolo su una stella.

Prenditi tempo per amare ed essere amato:
questo è il privilegio degli dei.

Prenditi per guardarti intorno:
la giornata è breve per essere egoista.

Prenditi tempo per ridere:
questa è musica per la tua anima.








domenica 1 marzo 2015

I luoghi del silenzio


Sperimentate , almeno una volta al giorno,la calma.Interrompete il vostro lavoro o sulla strada del ritorno fate una passeggiata.
E' possibile trovare luoghi di quiete dappertutto, non solo dietro le mura conventuali.
Può trattarsi di una chiesa, anche se sta su una strada trafficata.Per anni ci siamo passati davanti senza vederla.  All'interno è fresco,la luce diffusa, tutto è tranquillo.

Oppure chi ne ha la possibilità ci si sieda in riva al fiume , il cui movimento regolare attira l'occhio, il cui mormorio ingoia le voci e l'abbaiare dei cani, e ci troviamo già in mezzo alla quiete.Ma può essere anche un angolo della vostra casa guardando un quadro o un'icona un crocefisso o un'immagine  di qualsiasi genere che dia emozioni.
Se siamo in grado di costruire dentro di noi stessi una cella ben riparata, dove ritirarci il più spesso possibile ,allora non potrà mancarci mai nulla in nessun posto al mondo.

martedì 24 febbraio 2015

Come ritrovare la pace in se stessi



San Francesco di Sales scrive: " La vera umiltà non vuole apparire umile".

Chi vuole trovare la quiete deve occuparsi del proprio cammino, non di ciò che ne pensano gli altri, e tanto meno di fare bella figura davanti a se stesso.


COSA FARE:

1) Accettare le proprie debolezze: 
se sono cosciente di fare errori, non devo litigare continuamente con me stesso. Nonostante tutto posso tentare di lavorare sulle mie debolezze . Con tutta calma.

2) Affrontare la vita realisticamente:
Io so che le mie possibilità sono limitate e che io non posso salvare tutto il mondo. Se tento di fare ciò che è in mio potere mi trovo in armonia con i miei scopi e posso fare più facilmente passi in avanti.

3) Concentrarsi su se stessi:
Posso raggiungere la quiete solo se mi percepisco con tutta la mia persona. Se io guardo solo all'esterno e cerco negli altri l'orientamento, non riuscirò a trovare la strada giusta per me.

4) Fare l'esperienza della verità:
Se riesco ad andare per la mia strada, allora " dicono i monaci" sono in contatto con il divino. Il mio agire non ha nulla d'imposto, ma ha una sua logica interna e una sua estetica.

domenica 5 maggio 2013

DAL GIAPPONE IMPARIAMO AD AMARE NOI STESSI

 
 
 
La vita frenetica che tutti conduciamo, i valori di oggi che raggiungono l'apice con l'apparire e non l'essere , il volere sempre di più e il guardare più fuori che dentro , come la società di oggi ci impone , hanno portato l'individuo a non sapere più chi è . Sono aumentati  le "malattie" come gli attacchi di panico, l'ansia e secondo l'Organoizzazione Mondiale della Salute la depressione sarà la principale causa di disabilità superata solo dalle malattie cardiovascolari. Quindi è bene porre rimedio cominciando dalle semplici tecniche di meditazione e ascolto di se stessi. A seguire un'esempio semplice e praticabile da tutti quotidianamente direttamente dall'Oriente. 
 
 
Iniziando dalla base dello Zen è quello di calmare la mente e il corpo, in un
primo tempo, mediante la pratica della meditazione, con lo scopo di arrivare
ad una visione interiore.


Lo scopo dello Zen è quello di andare al di là dei legami della dualità,
rinunciare a tutti i concetti creati dall'intelletto e vedere le cose come
realmente sono, per mezzo della introspezione intuitiva. Poiché il flusso
della mente non può essere fermato mediante uno sforzo egocentrico di
volontà, quello che si richiede, momento per momento, è la osservazione
continua delle dualità, della tendenza continua del nostro io, delle
tendenze che costituiscono i nostri pensieri, i nostri sentimenti, il nostro

corpo.



1: Vivi qui e ora;
2: Fai attenzione a tutto quello che fai;
3: Sii autentico verso i tuoi sentimenti;
4: Ama te stesso;
5: Impara a lasciare andare;
6: Sii onesto con te stesso e con gli altri;
7: Sii consapevole dei tuoi desideri;
8: Sii responsabile di te stesso e del mondo;
9: Non opporti al flusso della vita;
10: Trova la pace interiore





Lo Zazen



GasshoUnite palmi e dita appena sotto il vostro mento.
Gassho e' un'espressione del rispetto, della fede e della devozione allo zazen. Le due mani (dualita') unite rappresentano l'unita' di pensiero ("one-mind").
ShashuMettere il pollice della vostra mano sinistra nel mezzo del palmo e formate un pugno intorno ad esso. Disponete il pugno davanti al vostro torace. Coprite il pugno con la destra in modo da formare con gli avambracci anteriori una linea retta. Mantenete le mani leggermente distanti dal vostro corpo
Rin'i-monjinPer prima cosa , vicino al vostro cuscino, fate un inchino rivolti al lato principale dell'aula o della stanza.
Taiza-monjinVoltatevi con il saluto verso il lato opposto, ruotando lentamente.
Kekka-fuzaSedetevi sul cuscino (vedete in seguito come) e incrociate le gambe come nella figura con il piede sinistro incrociato sopra al destro.
Hanka-huzaSe non riuscite a prendere questa posizione poiche' siete agli inizi e il vostro corpo insieme alla vostra mente non e' rilassata, prendete la posizione piu' semplice con il piede sinistro appoggiato sopra al destro.
Sedersi sullo Zafu
Sedete appoggiandovi sul cuscino in modo da avere la schiena perpendicolare al suolo. State dritti e non spostatevi a sinistra o a destra.
Hokkai-jouin
Assumete ora la posizione di base delle mani: le dita della destra sotto quelle della sinistra. I due pollici in linea retta a sfiorarsi con le punte. Braccia rilassate.
Lo sguardo
Mantenete rilassati gli occhi, socchiusi. Portate lo sguardo verso il pavimento assumendo un angolo ideale di 45°. Non focalizzatevi su nulla, mantenetevi la visione ampia sulla stanza. Se i vostri occhi durante l'esercizio si chiuderanno allora potrete raggiungere la meditazione o il sogno in un sonno leggero.
Kanki-issoku
La respirazione. Espirate completamente e prendete un respiro. Fate lente respirazioni. Aprite leggermente la bocca ed espirate lentamente. Cercate di spingere fuori l'aria comprimendo gli addominali e la pancia. Chiudete poi la bocca ed inspirate lentamente tramite il naso. Durante l'inspirazione con il naso appoggiate la lingua sul palato e tenete la bocca chiusa.
Sayu-youshin
Lasciate il vostro centro (la spina dorsale) sulla meta' del cuscino (ZAFU). Oscillate ora lentamente a destra e sinistra piu' volte. Partite la prima volta con una oscillazione massima poi nelle volte successive riducete l'angolo sino a ritornare immobili sul centro.

Consapevolezza (Kakusoku)


La mente non si deve concentrare su alcun
oggetto particolare e non deve tentare di gestire o guidare il vostro pensiero.
Quando assumete una posizione adeguata e la respirazione e' profonda , la vostra volonta' si rilassa naturalmente. Quando i vari pensieri si presentano nella vostra mente in questi momenti non sentite piu' il bisogno di affrontarli, seguirli o lottare con loro. Li lascerete solo affiorare e quindi allontanarsi da voi dimenticati. La cosa più essenziale nel fare ZAZEN è raggiungere la consapevolezza (Kakusoku) da uno stato di pensiero distratto dalle preoccupazioni e ottuso nell'affrontare cio' che affiora nella vostra mente.

La campana zen




La campana e' il segnale dell'inizio e della fine dello zazen.
Quando lo zazen inizia, la campana suona 3 volte (download Shijyosho).
Quando il KINHIN (la camminata finale) inizia la campana suona 2 volte (download Kinhinsho) e quando termina suona 1 volta (download Chukaisho) .
Anche quando lo Zazen finisce la campana suona 1 volta (download Hozensho)
I tempi sono i seguenti:
1) inizio dello Zazen (download Shijyosho).
(50 minuti)
2) inizio del Kinhin (download Kinhinsho)
(10 minuti)
3) fine del Kinhin (download Chukaisho)
3) ritorno al ciclo 1) piu' volte
4) fine dello zazen (download Hozensho)
Kyousaku
Fate un leggero inchino quando il JIKIDO (leader) appoggia regola il KYOSAKU (bastore cerimoniale) sulla vostra spalla. Dopo che il JIKIDO appoggia il Kyusaku sulla vostra spalla, ripetete l'inchino. Anche il JIKIDO si piega verso di voi per il saluto tenendo il bastone con entrambe le mani.
Questo e' il segnale che dovete passare alla camminata ZAZEN.
Kinhin
Mantenete le mani nella posizione Shashu ed effettuate la camminata indicata nel disegno. Un passo per ogni respiro.



Fonte "In Quiete"
Quando terminate lo ZAZEN,
piegate le mani nella posizione gassho ondeggiare il vostro corpo alcune volte,prima di poco poi in modo sempre piu' ampio. Poi fermatevi , prendete un respiro profondo. Allargate i piedi e alzatevi lentamente. Sistemate il vostro ZAFU, e andate verso l'uscita della stanza.