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lunedì 21 aprile 2014




MIEI CARISSIMI LETTORI DALL'OLIMPO DELLA MUSICA ITALIANA VI PRESENTO 



Dopo 40 anni di assenza dal palco , ma di gran lavoro dietro le quinte, il grande Maurizio Fabrizio scende in campo o meglio sul palco per uno spettacolo senza precedenti. Autore della più belle canzoni per Mia Martini,  Renato Zero, Patty Pravo, Mina, Al Bano , Eros Ramazzotti, Miguel Bosè, Ornella Vanoni,  Riccardo Fogli, Giorgia, Luis Miguel e tanti altri artisti di forte spessore.

D: Domani il suo ritorno sul palco dopo 40 anni di assenza con lo spettacolo"L'ARTE DELL'INCONTRO" , come nasce quest'idea?







R:Ho voluto mettere un pò d'ordine in questi lunghi anni di assenza da quando partecipai al Festival di San Remo nel '71.

D: Concorda con me che spesso il momento storico può influenzare il successo o meno di una canzone?



R: Si , credo proprio di si . Bisognerebbe scegliere il momento giusto per pubblicare una canzone.
D: Qual è il punto di partenza quando scrive una canzone? Le scrive pensando all'interprete o segue il suo istinto e la grande sensibilità ed in un secondo tempo si sceglie l'interprete?
R: Scrivo per me per quello che sento in quel momento e per il piacere che provo nel farlo e poi si sceglierà l'interprete. Mi è anche successo di scrivere canzoni per amici cantanti e poi loro con la bravura che li contraddistingue hanno saputo interpretare in maniera eccellente. Scrivo parole e musiche che piacciono a me  ed ho la presunzione di credere che se piacciono a me piacciono a tutti.


D: Cosa rappresenta per lei il Festival di San Remo dove nel 1982 vince con "Storie di tutti i giorni" (Riccardo Fogli)  nel 1983 "Sarà quel sarà" ( Tiziana Rivale) e tante altre. 33 canzoni presentate negli anni?

R: Il Festival di San Remo è stato molto generoso con me, ho partecipato come cantante, corista , solista e autore. Ho partecipato in tutte le vesti. Mi ha regalato emozioni intense e profonde.


D: Qual è il sogno nel cassetto, avendo lavorato a 360° nella musica. Cosa le manca?


R: Scrivere un'opera e lo sto facendo con Guido Morra su un lavoro che ha visto come interprete il bravissimo Massimo Ranieri. Questo progetto l'ho sempre avuto nella menteed ora lo sto realizzando

venerdì 22 febbraio 2013

                                  SAN REMO 2013


Sanremo, Sanremo, Sanremo…

Non è stato certo più il festival di un tempo, quello svoltosi settimana scorsa. Una volta l’unico interesse di Sanremo era la Musica, la buona musica, i fiori caratteristici dell’Ariston e della città e nient’altro.
Ormai da anni il palco dell’Ariston è diventato palcoscenico per interviste e satira a raffica mescolati a temi d’attualità non molto pertinenti con il mondo musicale.
Anche quest’anno la situazione non è cambiata, tutto inizia con delle polemiche politiche contro il festival ed una conduzione giudicata troppo di parte…su questo mi trovo personalmente d’accordo, Fazio e la Littizzetto non sono certo Berlusconiani se poi vengono mescolati a Crozza, Bisio e compagnia, capiamo che il festival poteva sfavorire qualcuno e favorire altri.
Ma analizziamo nel dettaglio:
La prima serata inizia non bene , la Littizzetto è troppo propensa a fare satira politica e non appena mette piede all’Ariston così tanto per fare par condicio offende quasi tutti i partiti disponibili.
La sua comicità è definibile una comicità spicciola, insomma se nel 2013 ci si diverte ancora ad ascoltare le parole: Coglioni, Maroni, Culo e quant’altro ben venga, ma personalmente queste parole non mi suscitano risate dalla quinta elementare.
Quando si prova a fare satira parlando di crisi economica e dei vari partiti che si avvicinano alle elezioni va fatta meglio e soprattutto bisogna ricordarsi alcune cose, se si percepisce un cachet di 300.00 per cinque serate forse qualcosa la si può anche risparmiare.

Capitolo Crozza:
I dati del suo cachet non li conosciamo, ma giudicando lo spettacolo, raggiunge una sufficienza striminzita.
Sono le solite battute riciclate da Ballarò a Crozza nel Paese delle Meraviglie e portate ad un pubblico che non è abituato a questo tipo di satira, non mi riferisco ai cinque contestatori, ma al classico pubblico Sanremese dato che durante lo spettacolo del comico fanno raramente sentire risate fragorose, cosa che avveniva quando l’ospite era Alessandro Siani o i Soliti Idioti, a simboleggiare che su quel palco vogliono gente che distragga il singolo cittadino dai problemi quotidiani e non chi ci ironizza su questi ultimi.
Soffermandoci sui contestatori c’è poco da dire, la comicità sulla politica in un periodo di estrema crisi in uno show come Sanremo non è una cosa ben vista.

Musica:
Veniamo alla musica e alle canzoni, tema che dovrebbe essere quello principale di Sanremo, personalmente mi sento di muovere una critica anche in questa direzione.
Al quanto curioso il fatto che per due anni i Modà arrivino sul podio e non riescano ad ottenere il primo posto perché c’è sempre un singolo che li precede, mentre l’unico anno nel quale Francesco Silvestre (Cantante dei Modà) scrive una canzone senza cantarla, questa vince il festival con Emma Marrone.
 
Nel mio podio personale non avrei inserito ne Elio e le Storie Tese ne Mengoni, facendo entrare nel podio Raphael Gualazzi e Simona Molinari, ma anche essi come i comici satirici a Sanremo non sono apprezzati.
Bene anche Daniele Silvestri con un brano gradevole e forse poco compreso da pubblico e giuria.
Male  Maria Nazionale, canzone troppo tendente al neomelodico che poco centra con Sanremo e che per me è impresentabile ad un pubblico di questo genere.
Delude un po’ le aspettative Chiara di X-Factor che non entra nel podio, ma che avrà tempo per crescere. Mi trovo invece d’accordo con il successo tra i giovani di Antonio Maggio che propone un brano di grande freschezza e leggerezza.

In conclusione se volessi stilare una pagella confrontandola all’anno scorso direi:
Crozza o Celentano? Meglio Crozza
Fazio o Morandi? Parità (Non si sbilancia troppo politicamente, però gli ospiti li ha scelti anche e soprattutto lui. Mentre Gianni non era un conduttore e questo lo penalizza nel confronto)
Littizzetto o Belen? Belen senza dubbio…
Emma o Mengoni? Emma Marrone !
Avrete capito che preferisco tutt’altro Sanremo di quello andato in scena quest’anno e condivido poco alcuni messaggi come quello sull’omosessualità (condivisibile ed apprezzabile ma non adatto ad un palcoscenico MUSICALE), messaggi come quelli lanciati da Totò Cutugno ..direi che degli ospiti promuovo solo Chef Carlo Cracco, il resto ci passo sopra.

Senza rancore,
Luca Di Benedetto , de "DENTRO IL FATTO"

giovedì 14 febbraio 2013

CARLA BRUNI APPRODA AL FESTIVAL DI SAN REMO

Scherza, leggera, con la concittadina Littizzetto (sono nate entrambe a Torino). Gioca con lei sulle loro differenze estetiche, altezza, bellezza, appeal. E poi l'accompagna con la chitarra mentre Lucianina intona la Chanson de Carla Bruni.
 
 
 
 
Uno spasso, si ride. Tutto il resto è fuori, lontano, noioso.
La signora Sarkozy ieri sera è planata sul palco di Sanremo sorvolando le polemiche che hanno accompagnato il suo arrivo: in primis il suo eventuale (e da lei smentito) ruolo nella latitanza del terrorista Battisti in Brasile. Ma lei è venuta in Riviera solo per presentare il suo nuovo album Little French Songs, a condividere con il pubblico il suo antico amore, la musica, a scherzare con Fazio. Ma non più di questo, ci mancherebbe, siamo nel tempio della canzone. Qualche domanda molto garbata del presentatore sull'esperienza all'Eliseo, certo, ma sull'intrigo internazionale con al centro il terrorista italiano nulla. Solo le note di Chez Keith et Anita, che è un pezzo che ricorda la storia di amore e follia tra il chitarrista dei Rolling Stones e la modella di origini italiane. E il giochino con la Litti, caruccio, che rompe l'atmosfera mielosa: «È una che ha avuto una vita difficile - scherza Luciana - è nata gnocca, è nata ricca, si è fidanzata con un presidente, ha fatto un bambino a una certa età... ha più culo che anima... se pesta una cacca sotto la scarpa trova un tartufo». Tutto finisce qua. Bonsoir.
 
Eppure, dopo l'intervento di Crozza finito in contestazione nella prima sera, si temeva una replica. Certo, si sapeva che l'ex première dame mai si sarebbe infilata in ragionamenti sulla politica italiana. Però la sua presenza al Festival era stata contestata nei giorni precedenti l'inizio della kermesse.
Sono state soprattutto le associazioni dei parenti delle vittime del terrorismo a trovare fuori luogo l'invito rivolto alla Bruni. Per loro ci sono ancora troppi misteri intorno alla fuga di Cesare Battisti, il leader dei Proletari armati per il comunismo condannato in Italia e fuggito prima in Francia e poi in Brasile, dove ora vive libero. Aleggia ancora il sospetto (rivelato da Bruno Berardi, presidente dell'associazione e figlio del maresciallo di polizia ucciso dalle Br) che la moglie di Sarkozy abbia avuto un ruolo nella decisione di non estradare Battisti dal Brasile all'Italia. Sebbene lei abbia smentito categoricamente l'illazione durante un'intervista nel salotto di Fazio a Che tempo che fa («Mai avuto un ruolo nel caso Battisti. Non mi permetterei mai, non ne ho l'ideologia, non ho mai difeso Battisti»), alcuni parenti avevano chiesto che lei approfittasse della grande platea per chiarire meglio la propria posizione. Invito che lei ovviamente si è ben guardata dall'accogliere.
 
Anche alcuni esponenti del centrodestra come il consigliere Rai Antonio Verro e l'ex sottosegretario Daniela Santanchè avevano condannato la scelta di invitarla («È vergognoso che la tv di Stato dia spazio a una signora che ha preso in giro e umiliato tutti gli italiani, oltre che offeso i familiari delle vittime di Battisti», ha sostenuto quest'ultima).
 
Anche Giorgia Meloni del neonato partito Fratelli d'Italia si è ieri aggiunta, chiedendo ai vertici Rai di «non schierarla sul palco dell'Ariston» perché «ha disprezzato l'identità italiana e ha contribuito a tenere aperte le ferite della nostra storia».
 
 
 
Ma Carlà è calata leggera in Riviera, immune da qualsiasi pensiero terreno, con la sua parlata suadente, gli occhi azzurri, magrissima, gentilissima. È arrivata da Parigi nel pomeriggio, si è chiusa all'Ariston per le prove insieme alla Littizzetto, vestita con dei jeans e una maglietta. Si è poi riposata all'Hotel Royal in attesa della serata. In albergo ha chiesto solo birra italiana, Coca cola light e acqua minerale. Poi, unica concessione al pubblico italiano, lei che ha scelto di prendere la cittadinanza francese, la sua chitarra e la sua voce. Le vittime italiane di Battisti? Ora è solo tempo di Little French Songs.
 
 
 

 
 
 
 
fonte Il Giornale.it
 

mercoledì 13 febbraio 2013

CONTESTAZIONI PER CROZZA A SAN REMO

Maurizio Crozza? Fabio Fazio col solito aplomb, la solita pacatezza, senza fare una piega ha liquidato gli attacchi a Maurizio Crozza come le solite contestazioni dei soliti noti. In realtà, a criticare il comico travestito da pubblico sono state una ventina di persone allontanate poi dalle forze dell'ordine. Persone che non grandiscono la contaminazione tra politica e canzoni e chiedono che la campagna elettorale scenda dal palco dell'Ariston. "Pirla, vattene", le urla contro Crozza hanno costretto Fazio ad intervenire. "Ringrazio tutto il pubblico dell’Ariston, che ci ha aiutato a superare un momento difficile e ci ha aiutato a riconoscere due persone peraltro
Il difensore Fabio Fazio ha sottolineato che Crozza ha fatto una scelta difficile quando ha accettato la sua proposta di andare al Festival e ha aggiunto: "Era giusto che io da padrone di casa intervenissi. E quanto a quelle persone, bastava che aspettassero la fine dell’intervento di Crozza per capire il senso della satira. Forse il fatto che lui sia entrato in scena già truccato potrebbe aver costituito l’occasione per quelle persone". Fazio ha detto anche che la cosa forse più sorprendente è che così poche persone possano finire con il poter quasi condizionare 15 milioni di persone, gli spettatori a casa, dando la sensazione che in sala stesse avvenendo chissà cosa. E se è vero che almeno due di queste cinque persone siano le stesse che furono protagoniste lo scorso anno della contestazione d Adriano Celentano sempre al Festival, Fazio si è chiesto "come è possibile che tornino nello stesso posto. Ma questo non mi compete, non tocca a me".
Biglietti d'ingresso In proposito è stato spiegato che i due sono risultati in possesso di regolare biglietto d’ingresso, anzi di abbonamento per l’intera durata del Festival, e dunque possono già stasera essere nuovamente in sala, così come sono rientrati ieri dopo essere stati identificati dalla polizia. Il sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, a sua volta ha chiarito che i biglietti in possesso dei due non sono di pertinenza comunale, ovvero non sono del lotto di ticket messi in vendita dall’amministrazione di Sanremo. E comunque - è stato anche detto in conferenza stampa - potrebbero anche essere stati acquistati da altri e poi passati a queste persone. Erano solo cinque persone, cinque maleducati, a contestare Crozza, li abbiamo contati...". Insomma durante la conferenza stampa (in cui è stata data la notizia della morte del figlio di Franco dei Ricchi e Poveri ) Fazio ha fatto di tutto per minimizzare e soprattutto ha sottolineato che erano poche persone. Ma gli stessi capistruttura Rai hanno spiegato che si trattava di un gruppo di persone. "Sanremo ha sempre ospitato interventi di satira, non si capisce perché quest’anno non si potesse fare... La par condicio è una cosa; la satira in un Paese libero, e speriamo di rimanerlo a lungo, è ammessa e doverosa".


La confessione Uno dei contestatori ha spiegato le ragioni del suo gesto dicendo che la politica non c'entra niente con ol Festivale. Uno degli uomini che ha contestato Crozza è molto conosciuto a Sanremo perché è un appassionato di Festival. "La politica la tengano lontano dal Festival. Qui no, ne ho e ne abbiamo già abbastanza. Non credo di essere il solo a pensarla così".
fonte Libero.it

LUTTO IN CASA DEI RICCHI E POVERI

Una tragedia familiare sconvolge i Ricchi e Poveri, la storica band della musica leggera italiana (nata nel 1968) che era attesa stasera, come ospite, sul palco del teatro Ariston.



Alessio Gatti, figlio 23enne di Franco Gatti, il baffuto cantante del gruppo, è stato trovato morto oggi nella sua abitazione di via Capolungo a Nervi, nel levante di Genova. A dare la notizia della morte del giovane è stato Fabio Fazio, all'inizio della consueta conferenza stampa giornaliera del Festival. "Mi ha appena chiamato Angelo dei Ricchi e Poveri: è mancato il figlio di Franco, un ragazzo di 23 anni. Stasera non ci saranno e basta". Così il presentatore ha annunciato, commosso, che stasera il gruppo non si esibirà.
L’allarme è stato lanciato da una vicina di casa, che dal suo appartamento ha visto il giovane riverso a terra. Due squadre dei vigili di fuoco sono accorse immediatamente, hanno sfondato una finestra e hanno trovato il giovane privo di vita. La Procura di Genova ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo. "Alessio non ha mai fatto uso di sostanze stupefacent", dice Giorgio Tani, manager storico del gruppo. "I genitori stanno rientrando a casa per capire cosa è successo".
A Sanremo c’è anche Luca Brocherel, figlio di Angela dei Ricchi e Poveri, che conosceva bene Alessio: "Siamo sempre stati come una grande famiglia, siamo cresciuti insieme. Ho visto Alessio l’ultima volta un mese e mezzo fa. Era un ragazzo squisito, semplice. Contesto le indiscrezioni che parlano di presunta overdose: è allucinante".
fonte il Giornale

CARLA BRUNI E LUCIANA LITTIZZETTO


Carla Bruni e Luciana Littizzetto: entrambe torinesi, ma una l'opposto dell'altra. E' questo il tema di una gag che, secondo quanto apprende l'ANSA, verrà proposta all'Ariston nella seconda serata del festival di Sanremo. Lo spunto sarà in sostanza il seguente: se Carlà e Lucianina sono entrambe torinesi, avranno respirato la stessa aria e mangiato lo stesso cibo.
Come è quindi possibile che siano venute fuori due donne così diverse? Nella seconda serata risuoneranno le note di Mimmo Modugno, interpretate da Beppe Fiorello che ha da poco smesso i panni di Mister Volare nella fiction di Rai1 in onda il 18 e 19 febbraio prossimi. Ma in scena arriveranno anche la bellissima top model Bar Refaeli e, come detto prima, l'ex premiere dame di Francia Carla Bruni, che torna al festival per presentare il suo album in uscita ad aprile, Little French Songs.
Atteso anche il giovane cantautore e musicista israeliano Asaf Avidan e Neri Marcoré. Il percorso di accompagnamento alla serata del venerdì, dedicata a Sanremo Story, sarà appannaggio dei Ricchi e Poveri. Il motociclista Max Biaggi e l'ex Miss Italia Eleonora Pedron saranno i 'presenter' dei Modà, i primi a entrare in scena, cui seguirà Malika Ayane. La cantante avrà come proclamatore Neri Marcoré, nei panni di un personaggio misterioso
. Quindi sul palco salirà Simone Cristicchi: la proclamatrice dell'ex vincitore di Sanremo sarà una sportiva, Jessica Rossi, vincitrice di un oro alle Olimpiadi di Londra e record del mondo nel tiro al piattello. Da Che tempo che fa arriverà Filippa Lagerback, che accompagnerà gli Almamegretta, mentre Max Gazzé avrà come presenter la nazionale di fioretto femminile quasi al completo. Per l'ex concorrente di Amici, Annalisa Scarrone, il proclamatore sarà il giudice di Masterchef Carlo Cracco. A chiudere la gara saranno Elio e le storie tese, che avranno come proclamatore Roberto Giacobbo
Infine, domani è in programma anche l'atteso debutto dei primi quattro giovani in gara: Il Cile, Renzo Rubino, i Blastema e Irene Ghiotto.
fonte Ansa

venerdì 8 febbraio 2013


Sanremo diventa il festival dell'Unità

Gli ospiti della kermesse sono tutti anti Cav: una settimana di comizi a ridosso delle elezioni



Lo scaricabarile sulle tasse, i papillon di Giannino e le adozioni dei cagnolini in diretta tv. No, ci volevano anche le polemicazze per il più grande Festival che inizia dopo il week end. Ieri il sito Dagospia ha pubblicato un succulento retroscena secondo il quale il direttore di Raiuno Giancarlo Leone, dirigente di lungo corso di viale Mazzini in quota Udc e un considerato inviso al Cav, avrebbe preparato un menù festivaliero come dire, assai «empatico» nei confronti del Pd. Un bel favore, alla vigilia del voto. Che, sempre secondo il sito di D'Agostino, a vittoria elettorale conquistata dal ticket Bersani-Monti, verrebbe ricambiato con la nomina alla direzione generale del figlio dell'ex presidente Giovanni. Come si dice: a pensar male si fa peccato, ma...


In attesa di smentita, però possiamo dare un'occhiata al parterre dell'Ariston capitanato dalla coppia regina Fazio-Littizzetto, il veltronismo fatto tv. Di Saviano, invece, finora non si hanno notizie: ma hai visto mai che... Poi gli ospiti: Neri Marcorè, Serena Dandini, Claudio Bisio, Nicola Piovani. Notizia dell'ultima ora, in avvicinamento è dato anche Maurizio Crozza. Roberto Benigni invece no. Ha declinato, nonostante le insistenze che lo inseguono da un paio di mesi e gli auspici del Fatto quotidiano. Non sempre i desideri diventano realtà.
Comunque, anche senza di lui ce n'è abbastanza. Anche perché, sebbene, piccolo particolare, si sia sempre nell'imminenza dei suffragi, le altre reti, quelle per così dire più politicamente impegnate, hanno scelto di inchinarsi piallando i propri palinsesti. La7, cancellando Santoro (chissà come sarà contento), la Bignardi e lo stesso Crozza, Raitre spostando Ballarò. Anche Mediaset slitterà di una settimana i suoi programmi di punta, ma qui si tratta di fiction e del varietà della De Filippi. Un anno fa, tanto per rinfrescarci la memoria, non era accaduto



Insomma, fate largo signori, il carrozzone ex-nazionalpopolare rivisitato in salsa politicamente corretta va a cominciare. Non a caso l'interrogativo più gettonato di questa prevedibilissima vigilia (spostare la kermesse dopo le urne era proprio così impossibile?) è il seguente: la sessantatreesima edizione del Festival della Canzone italiana di Sanremo sarà più un «sottoprodotto del Primo Maggio» (Anna Oxa dixit) o un Festival delle larghe intese?


Un Festival dell'Unità o una kermesse del governissimo? Forse né questo né quello. Sanremo - come gli assetti di vertice di Mamma Rai - ha sempre anticipato i cambiamenti del Paese. Ma vista la campagna elettorale in corso le larghe intese, roba del governo tecnico, sono in archivio da un po'.

Piuttosto l'interrogativo giusto si restringe all'area Bersani-Monti. Il prossimo Festival sarà di centrosinistra o di sinistracentro? Nel primo caso Giancarlo Leone potrebbe essere il nome giusto. Nel secondo, l'uomo forte sarebbe Walter Veltroni, da tempo pronto a paracadutarsi sul settimo piano di viale Mazzini. In entrambi i casi, comunque l'abbinata Leone direttore generale, Veltroni presidente sarebbe perfetta. E il gioco delle coppie rispettato. Fazio-Littizzetto, Leone-Veltroni, Bersani-Monti. Et voilà, rien ne va plus


Maurizio Caverzan

fonte il giornale.it