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venerdì 22 febbraio 2013

                                  SAN REMO 2013


Sanremo, Sanremo, Sanremo…

Non è stato certo più il festival di un tempo, quello svoltosi settimana scorsa. Una volta l’unico interesse di Sanremo era la Musica, la buona musica, i fiori caratteristici dell’Ariston e della città e nient’altro.
Ormai da anni il palco dell’Ariston è diventato palcoscenico per interviste e satira a raffica mescolati a temi d’attualità non molto pertinenti con il mondo musicale.
Anche quest’anno la situazione non è cambiata, tutto inizia con delle polemiche politiche contro il festival ed una conduzione giudicata troppo di parte…su questo mi trovo personalmente d’accordo, Fazio e la Littizzetto non sono certo Berlusconiani se poi vengono mescolati a Crozza, Bisio e compagnia, capiamo che il festival poteva sfavorire qualcuno e favorire altri.
Ma analizziamo nel dettaglio:
La prima serata inizia non bene , la Littizzetto è troppo propensa a fare satira politica e non appena mette piede all’Ariston così tanto per fare par condicio offende quasi tutti i partiti disponibili.
La sua comicità è definibile una comicità spicciola, insomma se nel 2013 ci si diverte ancora ad ascoltare le parole: Coglioni, Maroni, Culo e quant’altro ben venga, ma personalmente queste parole non mi suscitano risate dalla quinta elementare.
Quando si prova a fare satira parlando di crisi economica e dei vari partiti che si avvicinano alle elezioni va fatta meglio e soprattutto bisogna ricordarsi alcune cose, se si percepisce un cachet di 300.00 per cinque serate forse qualcosa la si può anche risparmiare.

Capitolo Crozza:
I dati del suo cachet non li conosciamo, ma giudicando lo spettacolo, raggiunge una sufficienza striminzita.
Sono le solite battute riciclate da Ballarò a Crozza nel Paese delle Meraviglie e portate ad un pubblico che non è abituato a questo tipo di satira, non mi riferisco ai cinque contestatori, ma al classico pubblico Sanremese dato che durante lo spettacolo del comico fanno raramente sentire risate fragorose, cosa che avveniva quando l’ospite era Alessandro Siani o i Soliti Idioti, a simboleggiare che su quel palco vogliono gente che distragga il singolo cittadino dai problemi quotidiani e non chi ci ironizza su questi ultimi.
Soffermandoci sui contestatori c’è poco da dire, la comicità sulla politica in un periodo di estrema crisi in uno show come Sanremo non è una cosa ben vista.

Musica:
Veniamo alla musica e alle canzoni, tema che dovrebbe essere quello principale di Sanremo, personalmente mi sento di muovere una critica anche in questa direzione.
Al quanto curioso il fatto che per due anni i Modà arrivino sul podio e non riescano ad ottenere il primo posto perché c’è sempre un singolo che li precede, mentre l’unico anno nel quale Francesco Silvestre (Cantante dei Modà) scrive una canzone senza cantarla, questa vince il festival con Emma Marrone.
 
Nel mio podio personale non avrei inserito ne Elio e le Storie Tese ne Mengoni, facendo entrare nel podio Raphael Gualazzi e Simona Molinari, ma anche essi come i comici satirici a Sanremo non sono apprezzati.
Bene anche Daniele Silvestri con un brano gradevole e forse poco compreso da pubblico e giuria.
Male  Maria Nazionale, canzone troppo tendente al neomelodico che poco centra con Sanremo e che per me è impresentabile ad un pubblico di questo genere.
Delude un po’ le aspettative Chiara di X-Factor che non entra nel podio, ma che avrà tempo per crescere. Mi trovo invece d’accordo con il successo tra i giovani di Antonio Maggio che propone un brano di grande freschezza e leggerezza.

In conclusione se volessi stilare una pagella confrontandola all’anno scorso direi:
Crozza o Celentano? Meglio Crozza
Fazio o Morandi? Parità (Non si sbilancia troppo politicamente, però gli ospiti li ha scelti anche e soprattutto lui. Mentre Gianni non era un conduttore e questo lo penalizza nel confronto)
Littizzetto o Belen? Belen senza dubbio…
Emma o Mengoni? Emma Marrone !
Avrete capito che preferisco tutt’altro Sanremo di quello andato in scena quest’anno e condivido poco alcuni messaggi come quello sull’omosessualità (condivisibile ed apprezzabile ma non adatto ad un palcoscenico MUSICALE), messaggi come quelli lanciati da Totò Cutugno ..direi che degli ospiti promuovo solo Chef Carlo Cracco, il resto ci passo sopra.

Senza rancore,
Luca Di Benedetto , de "DENTRO IL FATTO"

giovedì 14 febbraio 2013

CARLA BRUNI APPRODA AL FESTIVAL DI SAN REMO

Scherza, leggera, con la concittadina Littizzetto (sono nate entrambe a Torino). Gioca con lei sulle loro differenze estetiche, altezza, bellezza, appeal. E poi l'accompagna con la chitarra mentre Lucianina intona la Chanson de Carla Bruni.
 
 
 
 
Uno spasso, si ride. Tutto il resto è fuori, lontano, noioso.
La signora Sarkozy ieri sera è planata sul palco di Sanremo sorvolando le polemiche che hanno accompagnato il suo arrivo: in primis il suo eventuale (e da lei smentito) ruolo nella latitanza del terrorista Battisti in Brasile. Ma lei è venuta in Riviera solo per presentare il suo nuovo album Little French Songs, a condividere con il pubblico il suo antico amore, la musica, a scherzare con Fazio. Ma non più di questo, ci mancherebbe, siamo nel tempio della canzone. Qualche domanda molto garbata del presentatore sull'esperienza all'Eliseo, certo, ma sull'intrigo internazionale con al centro il terrorista italiano nulla. Solo le note di Chez Keith et Anita, che è un pezzo che ricorda la storia di amore e follia tra il chitarrista dei Rolling Stones e la modella di origini italiane. E il giochino con la Litti, caruccio, che rompe l'atmosfera mielosa: «È una che ha avuto una vita difficile - scherza Luciana - è nata gnocca, è nata ricca, si è fidanzata con un presidente, ha fatto un bambino a una certa età... ha più culo che anima... se pesta una cacca sotto la scarpa trova un tartufo». Tutto finisce qua. Bonsoir.
 
Eppure, dopo l'intervento di Crozza finito in contestazione nella prima sera, si temeva una replica. Certo, si sapeva che l'ex première dame mai si sarebbe infilata in ragionamenti sulla politica italiana. Però la sua presenza al Festival era stata contestata nei giorni precedenti l'inizio della kermesse.
Sono state soprattutto le associazioni dei parenti delle vittime del terrorismo a trovare fuori luogo l'invito rivolto alla Bruni. Per loro ci sono ancora troppi misteri intorno alla fuga di Cesare Battisti, il leader dei Proletari armati per il comunismo condannato in Italia e fuggito prima in Francia e poi in Brasile, dove ora vive libero. Aleggia ancora il sospetto (rivelato da Bruno Berardi, presidente dell'associazione e figlio del maresciallo di polizia ucciso dalle Br) che la moglie di Sarkozy abbia avuto un ruolo nella decisione di non estradare Battisti dal Brasile all'Italia. Sebbene lei abbia smentito categoricamente l'illazione durante un'intervista nel salotto di Fazio a Che tempo che fa («Mai avuto un ruolo nel caso Battisti. Non mi permetterei mai, non ne ho l'ideologia, non ho mai difeso Battisti»), alcuni parenti avevano chiesto che lei approfittasse della grande platea per chiarire meglio la propria posizione. Invito che lei ovviamente si è ben guardata dall'accogliere.
 
Anche alcuni esponenti del centrodestra come il consigliere Rai Antonio Verro e l'ex sottosegretario Daniela Santanchè avevano condannato la scelta di invitarla («È vergognoso che la tv di Stato dia spazio a una signora che ha preso in giro e umiliato tutti gli italiani, oltre che offeso i familiari delle vittime di Battisti», ha sostenuto quest'ultima).
 
Anche Giorgia Meloni del neonato partito Fratelli d'Italia si è ieri aggiunta, chiedendo ai vertici Rai di «non schierarla sul palco dell'Ariston» perché «ha disprezzato l'identità italiana e ha contribuito a tenere aperte le ferite della nostra storia».
 
 
 
Ma Carlà è calata leggera in Riviera, immune da qualsiasi pensiero terreno, con la sua parlata suadente, gli occhi azzurri, magrissima, gentilissima. È arrivata da Parigi nel pomeriggio, si è chiusa all'Ariston per le prove insieme alla Littizzetto, vestita con dei jeans e una maglietta. Si è poi riposata all'Hotel Royal in attesa della serata. In albergo ha chiesto solo birra italiana, Coca cola light e acqua minerale. Poi, unica concessione al pubblico italiano, lei che ha scelto di prendere la cittadinanza francese, la sua chitarra e la sua voce. Le vittime italiane di Battisti? Ora è solo tempo di Little French Songs.
 
 
 

 
 
 
 
fonte Il Giornale.it
 

mercoledì 13 febbraio 2013

CARLA BRUNI E LUCIANA LITTIZZETTO


Carla Bruni e Luciana Littizzetto: entrambe torinesi, ma una l'opposto dell'altra. E' questo il tema di una gag che, secondo quanto apprende l'ANSA, verrà proposta all'Ariston nella seconda serata del festival di Sanremo. Lo spunto sarà in sostanza il seguente: se Carlà e Lucianina sono entrambe torinesi, avranno respirato la stessa aria e mangiato lo stesso cibo.
Come è quindi possibile che siano venute fuori due donne così diverse? Nella seconda serata risuoneranno le note di Mimmo Modugno, interpretate da Beppe Fiorello che ha da poco smesso i panni di Mister Volare nella fiction di Rai1 in onda il 18 e 19 febbraio prossimi. Ma in scena arriveranno anche la bellissima top model Bar Refaeli e, come detto prima, l'ex premiere dame di Francia Carla Bruni, che torna al festival per presentare il suo album in uscita ad aprile, Little French Songs.
Atteso anche il giovane cantautore e musicista israeliano Asaf Avidan e Neri Marcoré. Il percorso di accompagnamento alla serata del venerdì, dedicata a Sanremo Story, sarà appannaggio dei Ricchi e Poveri. Il motociclista Max Biaggi e l'ex Miss Italia Eleonora Pedron saranno i 'presenter' dei Modà, i primi a entrare in scena, cui seguirà Malika Ayane. La cantante avrà come proclamatore Neri Marcoré, nei panni di un personaggio misterioso
. Quindi sul palco salirà Simone Cristicchi: la proclamatrice dell'ex vincitore di Sanremo sarà una sportiva, Jessica Rossi, vincitrice di un oro alle Olimpiadi di Londra e record del mondo nel tiro al piattello. Da Che tempo che fa arriverà Filippa Lagerback, che accompagnerà gli Almamegretta, mentre Max Gazzé avrà come presenter la nazionale di fioretto femminile quasi al completo. Per l'ex concorrente di Amici, Annalisa Scarrone, il proclamatore sarà il giudice di Masterchef Carlo Cracco. A chiudere la gara saranno Elio e le storie tese, che avranno come proclamatore Roberto Giacobbo
Infine, domani è in programma anche l'atteso debutto dei primi quattro giovani in gara: Il Cile, Renzo Rubino, i Blastema e Irene Ghiotto.
fonte Ansa

venerdì 8 febbraio 2013


Sanremo diventa il festival dell'Unità

Gli ospiti della kermesse sono tutti anti Cav: una settimana di comizi a ridosso delle elezioni



Lo scaricabarile sulle tasse, i papillon di Giannino e le adozioni dei cagnolini in diretta tv. No, ci volevano anche le polemicazze per il più grande Festival che inizia dopo il week end. Ieri il sito Dagospia ha pubblicato un succulento retroscena secondo il quale il direttore di Raiuno Giancarlo Leone, dirigente di lungo corso di viale Mazzini in quota Udc e un considerato inviso al Cav, avrebbe preparato un menù festivaliero come dire, assai «empatico» nei confronti del Pd. Un bel favore, alla vigilia del voto. Che, sempre secondo il sito di D'Agostino, a vittoria elettorale conquistata dal ticket Bersani-Monti, verrebbe ricambiato con la nomina alla direzione generale del figlio dell'ex presidente Giovanni. Come si dice: a pensar male si fa peccato, ma...


In attesa di smentita, però possiamo dare un'occhiata al parterre dell'Ariston capitanato dalla coppia regina Fazio-Littizzetto, il veltronismo fatto tv. Di Saviano, invece, finora non si hanno notizie: ma hai visto mai che... Poi gli ospiti: Neri Marcorè, Serena Dandini, Claudio Bisio, Nicola Piovani. Notizia dell'ultima ora, in avvicinamento è dato anche Maurizio Crozza. Roberto Benigni invece no. Ha declinato, nonostante le insistenze che lo inseguono da un paio di mesi e gli auspici del Fatto quotidiano. Non sempre i desideri diventano realtà.
Comunque, anche senza di lui ce n'è abbastanza. Anche perché, sebbene, piccolo particolare, si sia sempre nell'imminenza dei suffragi, le altre reti, quelle per così dire più politicamente impegnate, hanno scelto di inchinarsi piallando i propri palinsesti. La7, cancellando Santoro (chissà come sarà contento), la Bignardi e lo stesso Crozza, Raitre spostando Ballarò. Anche Mediaset slitterà di una settimana i suoi programmi di punta, ma qui si tratta di fiction e del varietà della De Filippi. Un anno fa, tanto per rinfrescarci la memoria, non era accaduto



Insomma, fate largo signori, il carrozzone ex-nazionalpopolare rivisitato in salsa politicamente corretta va a cominciare. Non a caso l'interrogativo più gettonato di questa prevedibilissima vigilia (spostare la kermesse dopo le urne era proprio così impossibile?) è il seguente: la sessantatreesima edizione del Festival della Canzone italiana di Sanremo sarà più un «sottoprodotto del Primo Maggio» (Anna Oxa dixit) o un Festival delle larghe intese?


Un Festival dell'Unità o una kermesse del governissimo? Forse né questo né quello. Sanremo - come gli assetti di vertice di Mamma Rai - ha sempre anticipato i cambiamenti del Paese. Ma vista la campagna elettorale in corso le larghe intese, roba del governo tecnico, sono in archivio da un po'.

Piuttosto l'interrogativo giusto si restringe all'area Bersani-Monti. Il prossimo Festival sarà di centrosinistra o di sinistracentro? Nel primo caso Giancarlo Leone potrebbe essere il nome giusto. Nel secondo, l'uomo forte sarebbe Walter Veltroni, da tempo pronto a paracadutarsi sul settimo piano di viale Mazzini. In entrambi i casi, comunque l'abbinata Leone direttore generale, Veltroni presidente sarebbe perfetta. E il gioco delle coppie rispettato. Fazio-Littizzetto, Leone-Veltroni, Bersani-Monti. Et voilà, rien ne va plus


Maurizio Caverzan

fonte il giornale.it