Marquee

BENVENUTI SUL MIO BLOG - Alessandra Giorda
Visualizzazione post con etichetta INTERVISTE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta INTERVISTE. Mostra tutti i post

mercoledì 25 marzo 2015

Piero Boffa :un mito nel mondo degli architetti



( (ALESSANDRA GIORDA) The number 6 , il restauro dello storico Palazzo Valperga Galleani  di Via Alfieri 6 a Torino, ha vinto il premio Building of the Year del sito di architettura ArchDaily. Inaugurato a inizio 2013, The Number 6 è il palazzo barocco a due passi da piazza San Carlo che il Gruppo Building di Piero Boffa ha trasformato in un condominio contemporaneo all'avanguardia: 36 appartamenti ipertecnologici in un contenitore barocco, con terrazzi, una moderna Spa, una palestra e, nella corte centrale, un'opera luminosa dell'artista Richi Ferrero Il premio Building of the Year del portale americano ArchDaily ha selezionato oltre 3mila progetti distribuiti in una geografia globale  dal Cile al Vietnam, tra Cina, Australia ed Europa; alle selezioni dell'ArchDaily Building Award 2015 hanno partecipato oltre 18 mila architetti, comprese archistar e celebri studi tra i quali Renzo Piano, Jean Nouvel, Álvaro Siza e Kengo Kuma. 


Nell'intervista a seguire,  l'Amministratore Delegato della Building, l'architetto Piero Boffa ,incontrato nel lussuoso studio di Torino,  si racconta tra emozioni e soddisfazioni per il lavoro, o meglio capolavoro , svolto a Palazzo Valperga Galleani e svela il prossimo ambizioso progetto.

D: Cosa ha provato quando ha saputo di aver vinto il  Premio Building of The Year?

R: Senza dubbio grande emozione ! Già quando abbiamo saputo di essere arrivati tra i primi 5, abbiamo esultato in Studio con tutti i miei collaboratori ed eravamo pienamente soddisfatti. Quando poi abbiamo saputo di aver vinto il Premio in oggetto , mi creda è stato un momento indimenticabile, tenendo conto che alle selezioni dell'ArchDaily c'erano nomi molto importanti sul panorama mondiale.

D: Lei e i suoi collaboratori siete molto attenti al dettaglio nei progetti e nella messa in opera dei vostri restauri. Come commenta?

R: Abbiamo l'ossessione per il dettaglio , lo riteniamo l' elemento che fa la differenza. Inoltre sono molto aperto a collaborazioni con persone specializzate nel settore. Mi spiego meglio: ad esempio per le parti verdi ci rivolgiamo ad agronomi, che hanno la competenza nel settore e sanno quali piante interrare per esposizione  alla luce , al sole piuttosto che all'ombra. Per le luci a persone che hanno esperienza nel settore per creare giochi di luce che mettano in risalto particolari che altrimenti non sarebbero esaltati. Ritengo il gioco di squadra essere quello vincente.Senza contare che essendo un palazzo del 1600 abbiamo prima dovuto restaurare affreschi e parti storiche. L'unione del super moderno si, ma nel rispetto doveroso della magnifica parte antica.

D: Quali sono state le scelte stilistiche della Building ?


R: Le scelte stilistiche di Building sono state finalizzate alla riappropriazione della vocazione originaria del palazzo, evidenziandone la connotazione di edificio residenziale, unita alla volontà di aprire alla città lo spazio privato della corte, allestendola con un intervento artistico che evidenziasse i suoi punti forti: la luce e il verde. Gli interventi condotti per la realizzazione di 36 appartamenti sono stati progettati nel rispetto del disegno originario, degli elementi storici ancora leggibili e conciliandoli con soluzioni d’avanguardia al fine di limitare l’impatto ecologico del fabbricato.

D: Abbinamento tra storico e super moderno, quali sono i confort che avete scelto?


R: Gli appartamenti di Palazzo Valperga Galleani sono stati ristrutturati abbinando  le bellezze storiche al moderno dotato di ogni confort. Sistema di automazione di luci e scenari, con accensione dei punti singoli, di gruppo o generale con utilizzo di comandi digitali a parete. I comandi possono inoltre essere equipaggiati con dispositivo per regolare la luminosità del punto luce o temporizzarlo a seguito di eventi (anche di tipo atmosferico), di programmare a fasce orarie o condizioni logiche l’accensione e relativo spegnimento. Sistema di controllo delle prese di forza motrice con la possibilità di attivare o disattivare l’energia in alcune stanze dell’appartamento e lasciare attive utenze elettriche in altre stanze. Possibilità di gestire dispositivi motorizzati come le tende interne con comando singolo, di gruppo o generale


D: Non è stata un'impresa semplice aver creato anche i garage, vero?

R: Certo , tutt'altro che semplice . Abbiamo scavato con tutte le attenzioni e precauzioni che una palazzo come quello deve avere. E' stato fatto un lavoro di progettazione non indifferente, altrimenti scavando là dove non si era mai toccato si rischiava di di creare parcheggi per auto, ma far crollare la casa.
Palazzo Valperga Galleani: a Torino la "casa più bella del mondo"
D: Immagino che abbia ricevuto molti complimenti per il Premio vinto non solo da Torino e Piemonte ma anche dall'estero?

R: Si mi hanno telefonato da tutto il mondo. Ho ricevuto i complimenti da parte di importanti personalità estere. Devo confessarle però un grande rammarico in questo mare di gioia: pensi che non ho ricevuto nemmeno una telefonata dalle Istituzioni locali. 

D:Una vera vergogna , credo convenga con me?

R: Il mio staff ed io andiamo avanti per la nostra strada comunque. Certo che mi rattrista aver constatato che personalità importantissime estere si sono complimentate e a Torino , dove lavoro nessuno mi abbia fatto una telefonata. Fa parte dell'essere piemontesi. Non sappiamo apprezzare le nostre qualità. D'altronde tanto è nato nella Capitale Subalpina e tutto ci è stato portato via , perchè siamo incapaci di saperci valorizzare e mantenere quanto creiamo e che il mondo ci invidia.

D: Prossimo progetto?

R: Un palazzo in Via Lagrange, ormai diventata la via dello shopping di lusso a Torino, essendo la storica Via Roma diventata un poco più consumistica. All'ultimo piano del palazzo ci sarà un appartamento di 500 mq con piscina e tutti i confort per un lusso notevole.

D: Chi sono i vostri clienti?

R: Persone molto facoltose, da calciatori a importanti industriali. La crisi nel mercato immobiliare è notevole, ma non in quello del lusso . Oggigiorno si sta delineando una società sempre più divisa tra i ricchi e i poveri. La classe media, che si poteva permettere una vita agiata ora si sta impoverendo sempre più.


mercoledì 18 marzo 2015

La curiosità è la mia benzina, ho ancora tanto da scoprire

( Alessandra Giorda) Spumeggiante e vulcanica, con un' energia da fare invidia a una ventenne e con una buona dose di simpatia, Iva Zanicchi è a Torino al Teatro Gioiello con uno spettacolo tutto da ridere, ma con uno retroscena che tocca temi importanti quali, l'abbandono , la solitudine, le delusioni , le sconfitte e i tradimenti. "3 Donne in cerca di guai" ha un  cast è ben nutrito dove spiccano al fianco di Iva , Barbara Bouchet e Corinne Clery: tre stelle del panorama italiano e non solo.http://televisionario2.blogspot.com/2015/03/attesissime-torino-tre-stelle-dello.html
Per l'occasione ho intervistato Iva, che con la simpatia che la contraddistingue e con grande professionalità , racconta della commedia e della condizione delle donne non più giovanissime ,toccando il grande tema che spaventa tutti: la solitudine.
Artista poliedrica che vanta una carriera brillante da cantante apprezzata in tutto il mondo ad attrice  , conduttrice televisiva ed ex politica, è ora in teatro dove anche in questo caso si rivela una grande professionista. Un vero talento che l'Italia ha l'onore di avere. 

D: "3 Donne in cerca di guai": quali guai vai cercando?

R: In tutta la mia vita ho sempre cercato guai. Sono una curiosa per natura e ogni tanto me le vado a cercare. Mia figlia sostiene che questa piéce sia stata scritta per me. Molte proposte mi sono state fatte per lavori teatrali e le ho sempre rifiutate. In questo momento particolare della mia vita ho accettato "Donne in cerca di guai".  Interpreto una moglie che, non più giovane, viene abbandonata dal marito causa una "pertica" giovane e bionda. Nel mio personaggio traspare tutta la disperazione per l'abbandono di mio marito. 

giovedì 12 febbraio 2015

Nel mio cuore ci sono Figaro, Leporello e …

download
Tra due giorni la Premiére al Teatro Regio di Torino de ” Le nozze di Figaro” di Mozart. Per l’occasione ho intervistato un artista eccellente : Mirco Palazzi.  Vincitore di numerosi concorsi , da giovanissimo  giovanissimo  inizia lo studio del pianoforte per poi dedicarsi al canto, diplomandosi con lode e menzione d’onore al Conservatorio Rossini di Pesaro. Si è esibito nei teatri  più prestigiosi del mondo, dagli Usa, al Giappone passando per la Russia, senza contare Italia ed Europa. Si qualifica nei categoria dei bassi d’eccezione . Sarà proprio lui a interpretare Figaro nella bellissima opera mozartiana è nell’intervista a seguire racconta il suo personaggio , della direzione del grande Yutaka Sado e qualche chicca sulla prossima Opera che lo vedrà nuovamente sul palco del Regio sotto la Mole al fianco della Rancatore. Due grandi della lirica, il nord e il sud ,che si uniscono, lui riminese , lei palermitana.

D: Com’è il tuo Figaro?
R: Credo che rispecchi molto la mia personalità.  Ho cercato di immedesimarmi nei sentimenti delle varie situazioni e viverle in prima persona come se gli avvenimenti succedessero veramente in quello stesso momento. Ovviamente a monte c’è uno studio psicologico e tecnico che mi permette di non uscire dai binari e da ciò che Mozart e Da Ponte volevano.
D: Un commento sul Direttore d’orchestra Yutaka Sado ( foto sotto)?
R: Un artista eccellente, modesto e gentile. Tira fuori il meglio da ognuno di noi senza fare nessuna pressione, con la calma e la gentilezza.

D: Ad aprile nuovamente sarai al Regio di Torino ne “I Puritani “di Bellini . Cosa ti piace dei personaggi e della musica di Mozart e Bellini?
R: Mi piacciono entrambe i repertori, però devo dire che sono molto diversi tra loro. Per la mia corda sono congeniali entrambi: Bellini punta sulla bellezza del suono, il legato e il fraseggio sempre nobile, ma i suoi personaggi sono spesso anziani e piuttosto statici da un punto di vista teatrale; Mozart invece ha un teatro e una vitalità musicale e scenica completamente differenti pur richiedendo le qualità vocali comuni in Bellini. È bello fare entrambe i repertori anche se nel mio cuore ci sono Figaro, Leporello e Don Giovanni.
D: Ne  “I Puritani” canterai con il soprano Desirée Rancatore.  Cosa ammiri della Rancatore?
R: Conosco  Desirée Rancatore perché abbiamo fatto insieme Lucia di Lammermoor ad Avignon nel 2009. Nello stesso teatro debuttai nel 2005 con  I Puritani. Desirée è un’artista a tutto tondo, dotata dalla natura di un timbro bellissimo a cui affiancata la sua arte e una tecnica solida.
D: Hai cantato in tutto il mondo ( sotto il video del debutto a Dallas di Leporello) , in particolare Giappone e Russia. Questi popoli come apprezzano il Belcanto ?
R: Credo che il “bello” sia universale, questo per dire che sicuramente il pubblico Giapponese e Russo apprezza con grande entusiasmo il repertorio belcantisco, non di più di quanto lo sia in altri Paesi, compreso il nostro. Quando una cosa è fatta bene, arriva sicuramente!

giovedì 29 gennaio 2015

Le eccellenze italiane in Oman

download (10)
Questa sera e domani il Falstaff di Verdi dell’ Accademia del Teatro alla Scala (orchestra e solisti) e del Teatro Regio di Parma (coro, scena e costumi) andrà in scena nel bellissimo Royal Opera House di Mascate. Per l’occasione a Italia Mondo News l’Ambasciatore d’Italia in Oman , Paola Amadei. Donna dalle eccellenti doti lavorative abbinate a ingredienti  come estrema simpatia e gentilezza,  nell’intervista a seguire , ricca di contenuti, svela le molte risorse del Sultanato, la passione degli omaniti per la lirica , per le eccellenze italiane e il supporto dell’Ambasciata per i molti nostri connazionali che sempre più si trasferiscono in Oman. Infine i progetti per l’Expo’ 2015 a Milano.
D: Il coro del Teatro Regio di Parma sarà, questa sera e doamni, al Royal Opera House di Mascate; il ROH è recentissimo,ma che ospita sempre rappresentazioni di alto livello. Quanto è gradita agli omaniti la lirica italiana?
R: La lirica italiana riscontra un grande successo presso il pubblico omanita. Consideriamo che la Royal Opera House. Malgrado la sua recente costituzione (è stata inaugurata nel 2011), la Royal Opera House ha presentato una programmazione di altissimo livello. Vorrei ricordare il Macbeth di Verdi del Teatro di Trieste che ha inaugurato l’attuale stagione; il Falstaff di Verdi dell’ Accademia del Teatro alla Scala (orchestra e solisti) e del Teatro Regio di Parma (coro, scena e costumi) in scena oggi e domani il 29 e il 30 gennaio e il Don Pasquale di Donizetti in marzo, presentato dal Teatro Comunale di Bologna. Le nostre produzioni sono state accolte con grande entusiasmo dal pubblico omanita e  internazionale della Roh e trovano sempre ampio risalto sulla stampa locale.
D: L’Ambasciata d’Italia in Oman collabora con il ROH?
R:L’Ambasciata d’ Italia a Mascate ha una eccellente collaborazione con la Royal Opera House, che punta a produzioni di qualita’. Mi fa molto piacere ricordare che la Roh si avvale della competenza di due nostri connazionali, Umberto Fanni, direttore artistico, e Francesca Campagna, coordinatrice della programmazione artistica, che portano con loro un bagaglio culturale e una competenza nel settore preziosa. Vorrei menzionare in particolare il progetto di formazione di tecnici omaniti della Royal Opera House presso lo Sferisterio di Macerata, un progetto cui la Ambasciata ha dato un fattivo sostegno.
D: Quali altri eventi importanti si svolgeranno in Oman per promuovere le eccellenze italiane?
R: Gli eventi si succedono in numerosi settori. La prevalenza spetta a quelli di carattere commerciale. L’ Oman infatti e’ un Paese che sta investendo nella realizzazione di grandi reti infrastrutturali e progetti industriali di prim’ordine. Le imprese italiane partecipano alla realizzazione di tali progetti con la loro tecnologia e i loro prodotti di eccellenza. Abbiamo appena concluso una missione di imprese italiane che operano nel settore delle infrastrutture e dei trasporti in una delle zone economiche speciali del Paese ed una missione di imprese italiane nel settore dell’elettronica e elettrotecnica (“technology days” assieme all’ Ice) realizzando numerosi incontri sia con gli enti che con gli imprenditori privati.
Tra pochi giorni un importante numero di imprese italiane, oltre 40, dara’ vita al padiglione italiano della Fiera del design e del mobile, il padiglione maggiore per dimensioni. Nel promuovere la presenza di imprese italiane nel Sultanato, oltre a favorire i contatti con gli enti locali, cerco di favorire anche una rete di contatti con le imprese italiane che e’ stato molto apprezzato dal pubblico omanita: artisti italiani inclusi alcuni residenti in Oman e artisti omaniti hanno eseguito assieme arie e sonate. Abbiamo in programma mostre e altri concerti e iniziative anche nel settore del design e della moda.
D: Gli italiani che si trasferiscono in Oman sono supportati dall’Ambasciata d’Italia per rendere il loro inserimento più facile nel tessuto sociale ?
R: Le nostre risorse sono limitate, ma cerchiamo di offrire un servizio che possa venire incontro alle esigenze del connazionale. Dalla registrazione all’ Aire all’autentica di tutti i documenti necessari al trasferimento, da ogni informazione utile ad esempio in materia di visti di ingresso, permessi di lavoro, a informazioni sanitarie, sulla sicurezza e su numerosi servizi (ad esempio i servizi legali). Per gli imprenditori italiani, in particolare, organizzo delle riunioni periodiche per una ricognizione delle dinamiche economiche del Sultanato e uno scambio di informazioni e aggiornamenti anche sulle iniziative italiane e le loro attività.
D: Tra qualche mese a Milano si apriranno le porte dell’EXPO’ 2015. Quali sono i progetti dell’Ambasciata?
R: Oltre alle iniziative di promozione presso gli enti e i media, ad esempio, abbiamo collaborato alla realizzazione di alcune missioni operative con la Societa’ Expo’ ed Enit a Mascate per favorire la maggior partecipazione possibile e quindi anche promuovere il turismo verso il nostro Paese. L’Ambasciata naturalmente provvede al rilascio dei visti per l’ingresso in Italia dei visitatori dell’ Expo e a fornire ogni utile informazione e contatti sia per gli imprenditori che per i visitatori.

lunedì 26 gennaio 2015

download (3)
Dal 28 gennaio al 1 febbraio 2015 al Teatro comunale di Treviso e successivamente al Comunale di Ferrara andrà in scena “Il Turco in Italia”, opera buffa in due atti di Rossini.

Nel ruolo di Narciso il bravissimo  tenore catalano David Alegret nell’intervista a seguire si racconta tra David e Narciso, tra uomo e cantante. Con calore e simpatia tipica catalana rendono Alegret una persona piacevole e dolcissima con cui colloquiare e un tenore eccellente da ascoltare. Grande ritorno in Italia !
D: Il tuo Narciso com’è?
R: E’ un personaggio molto tipico e vocalmente debole. Non sarò il tipico tenore come in Cenerentola o Il Barbiere di Siviglia. E’ un ruolo difficile perchè  non interagisce con il altri personaggi. E’ uno sfigato che è l’amante di Fiorilla della quale è molto geloso.
D: David e Narciso: quali sono le similitudini tra persona e personaggio?
R: Narciso è diverso da come sono io ! Abbiamo però qualcosa in comune: un cantante di opera deve essere un pò narcisista. Necessita avere un carattere forte, presenza scenica, lasciarsi fotografare e saper stare con i fan. Tuttavia mai avere manie di divismo. Sono anch’io un pò macho, mi piacciono le donne ma non per questo vado con tutte. in sostanza sono un Narciso a metà, fino dove sono coerente con me stesso per indole , educazione e valori.
D: Come ti trovi in Italia?
R: Benissimo ! Sono onorato di essere stato chiamato a cantare nel Paese del Belcanto , per me che sono straniero. In Italia mi sento come a casa.
D: Quali le differenze tra tenori nel tuo caso e lirici in generale italiani e stranieri ?
R: In Italia il Belcanto s’impara dalla nascita. Qui vate tutto tecnica, tradizione, sfumature. Gli stranieri devono imparare tutto e studiare quello che per i lirici italiani e quasi scontato, anche se anche i cantanti dello Stivale studiano parecchio anche loro.
D: Cosa ti affascina del Cigno di Pesaro?
R: Rossini  è un genio della musica che gioca con le parole e con le note.
D: Quanti sacrifici fai ogni giorno per il tuo lavoro?
R: Ogni giorno devi studiare, allenare la voce e conoscerla sempre meglio. Il mio lavoro richiede un impegno costante e continuo. Necessita capire quali sono i punti di forza e lavorare su questi per migliorasi sempre più.
D: Quando ti concedi un pò di svago , cosa fai?
R: Vivo a Barcellona , una città tutta da vivere. Vado al bar , leggo il giornale , passeggio sul lungo mare. Ho una moglie, un cane e un gatto e trascorro tempo con loro. Sono appassionato di cinema da sempre e ho parecchi libri sull’argomento.

sabato 24 gennaio 2015

Sono Alfredo a Verona e a Tokyo

images (1)Attesissimo il debutto, questo pomeriggio al Teatro Filarmonico di Verona, di Antonio Poli nel ruolo di Alfredo ne la Traviata di Giuseppe Verdi in scena dal 25 gennaio al 1 febbraio 2015.
Vincitore  del primo Premio al Concorso Internazionale Hans Gabor Belvedere di Vienna. Giovane rampante tenore che con consapevolezza e determinazione sta percorrendo velocemente la strada verso l’Olimpo della lirica. Vince e convince sempre più pubblico e critica. Dopo Verona porterà il suo Alfredo al  New National Theatre di Tokyo dove tornerà per la quarta volta nel Sol Levante. Nel video qui sotto, per chi non lo conosce, si può apprezzare il talento di Poli.
Nell’intervista a seguire , si racconta in Alfredo e parla si sè come lirico e come uomo.
D: Questo pomeriggio il debutto al Filarmonico di Verona nel ruolo di Alfredo. Descrivi il tuo Alfredo
R: Il mio Alfredo è un giovane innamorato e passionale, che non si ferma alle apparenze ma ricerca appunto il cuore della sua amata Violetta. È un personaggio che amo molto in quanto in ognuno dei tre atti, troviamo un Alfredo diverso. Inizialmente è un giovane spensierato e ingenuo che non vede l’ora di conquistare la sua amata e che proprio grazie a questa sua ingenuità riesce a far breccia nel cuore di violetta. Nel secondo atto ha lasciato la sua passionalità per una vita quotidiana appunto esente dai “bollenti spiriti”.
Nel terzo atto c’è la gelosia, la possessività, la speranza, ma c’è anche la maturità che arriva nel “Parigi o cara…” dove l’amore lo porta anche a mentire a Violetta pur di vederla felice.
Nella parte vocale il mio Alfredo ricerca una tavolozza di colori che poi non sono altro che le intenzioni musicali legate alla parola che Verdi compone.

D: Cosa ti piace di Verdi e delle sue opere?
 R: Mi piace descrivere Verdi con una frase di D’Annunzio: “Diede voce alle speranze e ai lutti, pianse ed amò per tutti”.
Verdi parla all’uomo attraverso la sua musica e il libretto.
Amo le opere di Verdi perché ogni volta che canto di nuovo un ruolo mi sembra come aprire un libro mai letto. C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e la musica, seppur popolare, ha sempre la bellezza della prima volta.

D: Verona città d’arte affascinante e musicalmente molto importante. Ora debutti al Filarmonico e quest’estate canterai all’Arena?
R:  Per ora sono felice di essere a Verona e di debuttare al Teatro Filarmonico. Non ho nel calendario l’Arena di Verona come prossima tappa, ma spero vivamente un giorno di poter cantare in questo regno dell’Opera.

D: Grande debutto nel ruolo di Alfredo, da Verona a Tokyo. Raccontami della tua prossima avventura in Giappone
 R: Sono più che felice di ritornare per la mia quarta volta in Giappone e di debuttare Traviata anche li.
La cultura orientale mi appassiona tantissimo anche perché fa parte della mia vita in veste di Shiatsu e Aikido.
E poi amo molto il pesce crudo, per cui quale posto migliore?
D: I nipponici sono famosi per avere l’orecchio fino, grandi intenditori d’opera lirica. Cosa ti aspetti dal debutto nel Sol Levante?
R: Oltre ad avere orecchio fino e grande cultura dell’Opera, c’è da dire che i giapponesi amano profondamente l’opera lirica.
Alla fine dello spettacolo aspettano per ore di poterti incontrare, scattare una foto insieme e avere il tuo autografo. Addirittura vengono a cercarti in hotel.
E quando sentì questo calore così spontaneo che viene dal cuore, allora la gioia di cantare diventa immensa.
Spero vivamente di poter avere una collaborazione continua con i giapponesi.

D: Quali sono i ruoli che vorresti cantare in futuro ?
R: Nei prossimi anni mi piacerebbe debuttare ruoli come Edgardo in Lucia di Lammermoor, Rodolfo in Bohème, il Duca di Mantova in Rigoletto, e anche alcuni ruoli francesi come Faust, Werther o Romeo.
Mi sto impegnando perché il mio percorso umano proceda armoniosamente con quello artistico così da poter arrivare a cantare questi ruoli con il massimo della consapevolezza.

venerdì 23 gennaio 2015

Il teatro mi dà enormi soddisfazioni

Bella, brava e simpatica. Questi gli ingredienti di una talentuosa attrice italiana che porta il nome di Milena Miconi. Al Teatro Gioiello di Torino in questi giorni con lo spettacolo di successo “Il Tempo delle mail”, Milena nell’intervista a seguire con simpatia si racconta tra pubblico e privato, tra famiglia e lavoro. Un’attrice a tutto tondo che ha calcato le scene in tv (Un medico in famiglia, Don Matteo, Carabinieri)… senza dimenticare il ruolo di prima donna nel varietà di successo “Il bagaglino”. Si divide tra cinema e teatro con enormi soddisfazioni.
Qual è il tuo ruolo ne “Il Tempo delle mail?”

Sono Alma, sposata con Tony ed ex fidanzata di Alex che si risveglia dal coma dopo 28 anni credendo di aver dormito solo 28 giorni. Cercherò di nascondere ad Alex la verità, o meglio di raccontargliela piano piano. Il mondo e’ cambiato e non e’ semplice spiegare tutto quello che e’ successo negli ultimi 30 anni.
Il personaggio che interpreti cosa ha di Milena?
In tutti i personaggi che interpreto ci sono sempre io, ma con caratteristiche diverse. E’ una donna sensibile che cerca in tutti i modi di proteggere una persona a cui ha voluto bene, nonostante il marito non sia d’accordo e il suo grande amore per lui, va avanti imperterrita per la sua strada… Siamo sempre noi donne a decidere, no?
Sei stata la Prima donna ne “Il Bagaglino”, spettacolo di grande successo. Che ricordo conservi?
Bellissimi ricordi e un “bagaglio” di esperienza! Tutti i miei colleghi, grandi professionisti, uno su tutti il grande Oreste Lionello che purtroppo ci ha lasciati e il mio maestro Pingitore che ringrazierò sempre!
Perchè il Bagaglino non è più trasmesso il tv?
Credo che oggi in tv non ci sia più un posto per il varietà o almeno per quel tipo di varietà…
Sei un’artista molto brava e a 360°. Televisione, teatro e cinema: dove ti senti meglio?
Dove ci saranno dei bei ruoli da interpretare mi sentirò sempre a mio agio! Il teatro oggi mi dà grandi soddisfazioni. In televisione ci sono stata e ora mi piacerebbe tornare al cinema, magari con delle belle
 commedie..
Sei mamma e moglie: come riesci a trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia?
Grazie a loro, mio marito mi aiuta tantissimo e le ragazze sono molto brave, quando parto per le tournée, nonostante sentano molto la mia mancanza capiscono e aspettano il mio ritorno…
Prossimi progetti lavorativi?
Sarò nel cast del nuovo film,per il cinema, “Babbo Natale non viene dal Nord” di Maurizio Casagrande. Un nuovo progetto teatrale che mi impegnerà fino al 2016 e tante altre cose ancora.
Hai un corpo da far invidia a una ventenne. Cosa mangi e cosa fai per mantenerti come una ragazzina?

Grazie ma non e’ così, in realtà il fisico non e’ più come una volta e faccio tanta fatica per mantenermi in forma, credo che ci voglia una buona alimentazione e tanto sport, ma io non riesco ad essere costante.

giovedì 15 gennaio 2015

Non distinguo tra interpretazione erealtà

Risultati immagini per amarilli nizzaGrande ritorno al  Teatro Regio di Torino per il soprano Amarilli Nizza che lo scorso anno ha incantato il pubblico e critica con un'interpretazione sublime di Cio Cio San in Madama Buterfly. Il 15 gennaio la Premiére di Suor Angelica , opera pucciniana che fa parte del Trittico con il Tabarro e Gianni Schicchi, che viene messa in scena al Teatro regio dopo Goyescas.
La Nizza nell'intervista a seguire mette in evidenza il dramma delle donne pucciniane alle quali viene strappato il figlio facendo una comparazione profonda con l'attualità che si vive ogni giorno."Parla " di sè e delle sue interpretazioni eccellenti quanto struggenti e che la portano spesso  a un vero malessere fisico.
Amarilli è una grande artista , una Stella della lirica , vanto per l'Italia nel mondo che quando è in scena colpisce e affonda pubblico . Osannata nelle critiche  della stampa del settore, impensabile  non essere presenti all''Opera quando lei è in scena.
 
D: Suor Angelica è tra le tre opere del Trittico quella  preferita da Puccini, perché?
R: Puccini al termine della composizione di Suor Angelica si recò nel convento in cui viveva sua sorella o una parente a lui cara , in questo momento non ricordo esattamente. Davanti a tutte le suore suonò l'Opera per intero e al termine le vide tutte in lacrime e sinceramente commosse. Fu così che si convinse di aver realizzato il capolavoro della sua vita. Credo che sia riuscito musicalmente a toccare vibrazioni molto alte dell'animo umano. Suor Angelica è un capolavoro costruito con accordi musicali perfetti a delineare la vita di reclusione nella prima parte e che , dall'apparire della zia principessa in poi, si trasformano in armonie cupe e angoscianti fino a raggiungere il climax del finale , insostenibile per potenza espressiva.

D: Suor angelica vive due drammi: uno quella del figlio che non può crescere e l'altra l'imposizione della vita monastica non avendo la vocazione. Nell'interpretare il personaggio come lo vivi?
R: Lo vivo in maniera angosciante e claustrofobica. Non potrei mai immaginare di non avere notizie di mio figlio e di dover trovare uno scopo di vita all'interno di un " carcere" nel quale non esiste il contatto con il mondo esterno. E' vero che l'essere umano ha un grandissimo istinto di conservazione e un forte senso di adattamento, però è altrettanto vero che sono le motivazioni a tenerci in vita. Infatti Angelica finchè pensa che il figlio sia vivo è motivata per continuare a esistere ma, una volta scoperto che il figlio è morto, non sa più motivare la propria esistenza.

D: Nelle Opere di Puccini è ricorrente la figura della madre che soffre perchè le viene strappato il figlio: Cio Cio San e Suor Angelica. Cosa ne pensi?
R: Penso che sia un argomento molto attuale. Veniamo spesso a contatto di notizie in cui istituzioni o assistenti sociali strappano i figli alle madri e forse non è la scelta più giusta da fare. Si tratta di un tema estremamente delicato, ma credo che sarebbe più saggio aiutare le madri perchè possano crescere i figli che hanno messo al mondo, piuttosto che strapparglieli creando danni irrimediabili nella psicologia dei bambini. In ogni tema pucciniano trattato ci accorgiamo di come l'umanità non sia poi così evoluta in un secolo di storia.
Risultati immagini per amarilli nizza

lunedì 12 gennaio 2015

La Beltrami vola verso l'Olimpo della lirica

Risultati immagini per silvia beltrami mezzosoprano
Tra qualche giorno al  Teatro Regio di Torino, per inaugurare il 2015, andrà in scena Goyescas di Granados  e Suor Angelica" di Puccini nella medesima serata, essendo due opere differenti, ma in un solo atto. Per l'occasione ho intervistato il mezzosoprano Silvia Beltrami, un gradito ritorno a Torino, dove lo scorso anno è stata apprezzata dal pubblico e critica per l'interpretazione magistrale di Zita in Gianni Schicchi di Puccini . La Beltrami sta riscuotendo grande successo sia in Italia che all'estero. Da Oriente a Occidente , dove canta lascia il segno e colpisce . Non passa certo inosservata sia per doti vocali che interpretative. Vi ricordo Isabella ne L'Italiana in Algeri al Teatro NCPA di Pechino nel nuovo allestimento di Giancarlo Del Monaco, Rosina nel Barbiere di Siviglia al Daegu Opera House ,Corea del sud ( video sotto) e Marchesa Melibea nel Viaggio a Reims al Teatro Real di Madrid con la regia di Emilio Sagi, solo per citare alcuni successi.

Nell'intervista a seguire Silvia si racconta nel ruolo della Suora Zelatrice che si appresta a interpretare al Regio sotto la Mole , parla di Puccini e Rossini , dei suoi prossimi appuntamenti con i nuovi ruoli che ha aggiunto nel suo repertorio.

D: Ritorni al Regio di Torino dopo lo straordinario successo dello scorso anno in Gianni Schicchi di Puccini , dove hai interpretato in maniera magistrale Zita. Ora è la volta della Suora Zelatrice in Suor Angelica. Descrivi il tuo ritorno e il tuo personaggio?
Risultati immagini per silvia beltrami mezzosopranoR:  In Suora Angelica interpreto il ruolo della Suora Zelatrice. Il regista Andrea De Rosa ha voluto un personaggio piuttosto "cattivello" e austero, infatti sono la suora che da le punizioni e apre l'opera cantando nella scena iniziale.
Ritorno sempre con grande piacere al Regio di Torino, un teatro dove si lavora molto bene.


D: Silvia, hai avuto notevole successo sia con Rossini che con Puccini.Grande abilità nell'interpretare i loro personaggi femminili. Che cosa hanno in comune le donne di questi due grandi compositori?
R: Rispetto a Rossini, nelle opere di Puccini i ruoli affidati alla voce di mezzosoprano si contano sulle dita di una mano, spazio maggiore e' dato alla voce di soprano, che e' protagonista assoluta nella sua produzione operistica.
I due compositori sono molto diversi tra loro, a partire sicuramente dall'orchestrazione che e' maggiore e piu' corposa in Puccini.

domenica 4 gennaio 2015

Galeati trionfa in Cina


GetAttachment (1)Michelangelo Galeati,il  grande direttore d’orchestra in tournée nella terra del Dragone,  in maniera magistrale dirige l’orchestra , il tenore  Romolo Tisano e il soprano Flavia Colagioia ,riscuotendo un successo meritato.
Il 26 dicembre a  Dongying, alla presenza di 2000 persone composte da un pubblico molto competente, come in genere quello cinese, il Maestro Galeati e l’orchestra  sono stati  accolti con calore ed entusiasmo . Dopo due ore di concerto si sono susseguiti 4 bis e c’è stata una standing ovation.
Valige pronte e un aereo in attesa di portare Galeati e i suoi artisti in Oriente , il Maestro con la sua indiscussa umiltà, tipica di un talento come lui, ha trovato il tempo per rilasciare l’intervista a seguire.
D: Michelangelo, quali sono le tappe della tourneè che stai per intraprendere?
R: Beijing, Dongying ,Tianjin, Zhengzhou, Wuhan e Sanming .
D: Nei concerti che terrai quali sono gli autori che proporrai al pubblico cinese?
R: Strauss Puccini, Verdi, Donizetti, Lehar , Brahms ,Rossini e brani tradizionali cinesi come “Jasmin Bluete”
D: Sbarcherai per la prima volta in Cina ?
R: Come unico direttore si e ne sono felicissimo. La volta scorsa ero un codirettore.
D: Come è nata l’idea di questa tournée?
R: In seguito al progetto , che è piaciuto molto,intitolato Verdi a Napoli. Tale inizitiva era riservata agli studenti delle scuole secondarie. La location era nella Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella. Il mio agente tedesco ha visto il tutto ed è stato favorevolmente impressionato. Ha preso contatti con agenti cinesi e l’idea ha preso corpo.
D: Da chi è composta l’orchestra che ti accompagnerà in quest’avventura?
R: Da giovani competenti alla prima esperienza. Inoltre ci saranno anche il tenore Romolo Tisano e il soprano Flavia Colagioia. Tutti hanno un ingrediente importante: grande talento.