La 30ma Fiera del gioiello a Hong Kong si conferma come il maggiore evento fieristico in Asia dedicato a questo settore e come uno dei principali appuntamenti in assoluto a livello mondiale; 172 i nostri espositori (+27% rispetto al 2012); l’Italia e’ stata il maggiore paese partecipante occidentale. Grande successo per la sfilata "Jewels of Italy" organizzata dall’ICE e da Vicenza Fiere, col supporto di questo Consolato Generale. Dal 5 al 9 marzo 2013, l’Hong Kong Exhibition Centre ha ospitato la 30ma edizione della Fiera internazionale del gioiello, una delle piu’ prestigiose rassegne della gioielleria del mondo e la prima in Asia, riservata a buyers e professionisti del settore.
Organizzata dall’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC) in collaborazione con le maggiori associazioni di categoria locali, la Fiera ha confermato la propria vocazione internazionale ospitando oltre 3300 espositori (200 in piu’ rispetto alla scorsa edizione) provenienti da 49 paesi diversi, e un numero record di oltre 42.000 compratori provenienti da 140 tra paesi e regioni, a cui si sono aggiunte diverse migliaia di visitatori. L’Italia si e’ distinta anche quest’anno sia per il numero di partecipanti, sia per il livello qualitativo dei prodotti esposti a dimostrazione dell’importanza del comparto orafo/gioielleria per il nostro Made in Italy e del crescente prestigio che i nostri operatori economici riconoscono alla manifestazione di Hong Kong.
Il padiglione italiano e’ risultato il piu’ grande tra tutti quelli dei Paesi europei e occidentali, con 172 aziende (erano 135 nel 2012), di cui 148 coordinate da questo ufficio ICE,
disposte su una superficie complessiva di oltre 1.400 mq.
Gli espositori italiani hanno presentato la loro migliore produzione in oro, argento, platino, pietre preziose e semipreziose, cammei, orologi e corallo (materiale, quest’ultimo, molto presente ed apprezzato in questa edizione), provenienti da tutte le regioni italiane ed in particolare dai distretti orafi italiani di Vicenza, Arezzo, Valenza e Torre del Greco, combinando l’artigianato artistico tradizionale con elementi di design innovativo.
La gioielleria italiana e’ stata inoltre protagonista, il 6 marzo, della sfilata "Jewels of Italy", organizzata dall’ICE in collaborazione con "Trendvision Jewellery + Forecasting", centro di ricerca permanente sulle tendenze
del gioiello della Fiera di Vicenza, col supporto di questo Consolato Generale.
collezioni declinando i quattro trend stilistici idendificati da Trendvision in rappresentanza dell’evoluzione dello stile e delle scelte dei consumatori per il 2013.
Notevole l’interesse riscontrato dalla stampa locale, che ha anche messo positivamente in rilievo il ruolo assicurato da questo Consolato Generale per il successo dell’evento, come testimoniato dagli articoli allegati.
Secondo i dati di questo ufficio ICE, insieme a moda-abbigliamento, agroalimentare e artigianato, la gioielleria risulta tra i principali settori merceologici a trainare le esportazioni italiane a Hong Kong: nel 2012, l’Italia si e’ posizionata al sesto posto nella graduatoria dei fornitori di gioielli preziosi, con una quota di mercato del 5,3% ed un valore complessivo 658 milioni di $USA (+ 7,5% sul 2011).
senza diamanti", nel 2012 l’Italia si e’ classificata al secondo posto fra i paesi fornitori con un valore di 502 milioni $USA (+8,9%) ed una quota mercato del 15,1%.
La 30ma edizione dell’
Hong Kong International Jewellery Show, svoltasi dal 5 al 9 marzo scorsi, ha attirato più di 42.000 buyer provenienti da circa 140 paesi e regioni, registrando un nuovo record di presenze di buyers, con una crescita di quasi l’11% rispetto allo scorso anno. In particolare, il numero di acquirenti dalla Cina continentale è aumentato del 24%, mentre i buyer indiani e russi hanno registrato un aumento del 16%, e quelli ASEAN dell’11%.
Alla manifestazione, che costituisce la principale in Asia ed e’ una tra le piu’ grandi del mondo, hanno partecipato oltre 3.300 espositori, provenienti da 49 paesi diversi.
L’Italia e’ stata rappresentata da oltre 170 espositori, di cui 148 riuniti nella collettiva Padiglione ITALIA, di oltre 1.400 mq. curata ed organizzata dall’ICE – Agenzia, come ogni anno dal 2005.
Il Padiglione Italia e’ risultato ancora una volta il piu’ grande tra tutti quelli dei Paesi europei ed occidentali.
Sono stati esposti oggetti e lavori sia dell’artigianato artistico tradizionale che quelli dal design piu’ innovativo, provenienti da tutte le regioni italiane ed in particolare dai distretti orafi di Vicenza, Arezzo, Valenza e Torre del Greco, con gioielli in oro, argento, platino, corallo, pietre preziose e semipreziose, cammei ed anche orologi.
Il 6 marzo e’ stata organizzata una bellissima sfilata
"Jewels of Italy", in occasione della quale 60 aziende italiane hanno avuto l’opportunita’ di mostrare il meglio delle loro produzioni a centinaia di ospiti tra operatori, giornalisti ed opinion makers internazionali ed italiani, rafforzando cosi’ l’immagine dell’arte orafa italiana nel mondo.
La "Jewelry Parade 2013" – un "classico italiano" di altre edizioni della Fiera - e’ stata realizzata quest’anno per la prima volta anche in collaborazione con TrendVision Jewellery+Forecasting – divisione creativa della Fiera di Vicenza, che ha declinato i fashion trend 2013: Surreal Garden, Decorama, Folk-luxe, High Vibrancy.
Insieme a moda-abbigliamento, agroalimentare e artigianato, la gioielleria risulta tra i principali settori merceologici a trainare le esportazioni italiane a Hong Kong: nel 2012, l’Italia si e’ posizionata al sesto posto nella graduatoria dei fornitori di gioielli preziosi, con una quota di mercato del 5,3% ed un valore complessivo 658 milioni di $USA (+ 7,5% sul 2011).
Hong Kong offre infatti da sempre notevoli potenzialità
tante che, nonostante l’aumento dell’area espositiva di ulteriori 200 mq., non è stato possibile accoglierle tutte.
Importazioni di Hong Kong ( foto a destra)
Nel 2012 Hong Kong ha importato gioielli e metalli preziosi per 11,85 miliardi di $USA, con un incremento del 17,5% rispetto all’anno precedente. Circa il 43% delle importazioni proviene dalla Cina.
Nel 2012, le importazioni totali (gioielleria + bigiotteria) hanno raggiunto il valore di 12,24 miliardi di $USA (+14,5%) con il 96,8 % costituito dai gioielli preziosi. La Cina, al primo posto, ha registrato circa 5,1 miliardi di $USA con una quota del 42,9%. L’India, secondo paese fornitore, ha registrato circa 1,76 miliardi di $USA con una quota del 14,9%.
Molti fabbricanti mantengono unita’ produttive sia a Hong Kong che in Cina. I lavori intensivi, che richiedono grandi quantita’ di manodopera, sono realizzati in Cina mentre la
rifinitura e le lavorazioni particolari sono seguite da artigiani specializzati a Hong Kong. Questo processo spiega anche il costante aumento delle importazioni, dovute in parte anche alla reimportazione dei semilavorati dalla Cina o da altri paesi vicini. Flusso ITALIA/Hong Kong
Gioielleria
Nel 2012, l’insieme dei gioielli italiani di metalli preziosi con diamanti incastonati (HS71131911 – HS71131110 – HS 71131991) venduti ad Hong Kong ha raggiunto un valore di 86 milioni $USA, in aumento del 3,9% rispetto al 2011. L’ammontare dei gioielli italiani in metalli preziosi, ma senza diamanti, (HS 71131919, HS71131190, HS71131999), esportati nel 2012 ad Hong Kong e’ stato di 535 milioni di $USA, in aumento del 7,6% rispetto al 2011.
Nel 2012, l’Italia si e’ posizionata al sesto posto nella graduatoria dei fornitori di gioielli preziosi (HS7113), con una quota di mercato del 5,2% ed un valore complessivo 622 milioni di $USA (+6,4%).
Il primo prodotto esportato dall’Italia a Hong Kong è di gran lunga l’oro. Nella categoria "gioielleria realizzata in oro senza diamanti" (HS71131919), nel 2012 l’Italia si e’ classificata al secondo posto fra i paesi fornitori con un valore di 502 milioni $USA (+8,9%) ed una quota mercato del 15,1%.
Per quanto riguarda la gioielleria in oro montata con diamanti (HS71131911), nel 2012 il valore delle esportazioni verso Hong Kong e’ risultato pari a 84 milioni $USA, con una quota mercato dell’1,2%, ed una percentuale di valore esportato in aumento del 3,9%. Per quanto riguarda l’esportazione dall’Italia di gioielleria in argento, nel 2012 gli articoli senza diamanti (HS71131190) hanno raggiunto il valore di 33 milioni (-9%), quelli incastonati con diamanti (HS71131110) hanno raggiunto il valore di 2 milioni (+1,8%)
Bigiotteria
Nel 2012, Hong Kong ha importato bigiotteria realizzata in leghe metalliche (HS71171900) per un valore di 252 milioni di $USA (- 1,1%). L’Italia si posiziona al quarto posto nella graduatoria con 10 milioni in aumento del 41,3% in confronto al 2011 ed una quota mercato del 3,9%. Le importazioni di bigiotteria italiana non realizzata in metallo (HS71179000) sono state di 2 milioni di $USA (+14,5%).
Il mercato della gioielleria a Hong Kong
Il settore della gioielleria di Hong Kong è composto principalmente da gioielleria e bigiotteria. In termini di produzione e commercio, la gioielleria è di gran lunga la piu’ importante.
I produttori di Hong Kong, specializzati in gioielli contemporanei spesso abbinati con diamanti, pietre dure, semi preziose e perle, sono considerati tra i migliori del mondo, superiori in maestria a produttori di altri paesi nel sud asiatico, tuttavia inferiori ai produttori italiani e giapponesi. Hong Kong è leader mondiale nella produzione e nel consumo di oggetti d’oro massiccio ed e’ uno dei leader mondiali per quanto riguarda i gioielli di giada.
I consumatori di Hong Kong scelgono articoli di gioielleria che fanno moda: diventa cosi’ importante per le aziende produrre gioielli con un forte contenuto in design e dotarsi di tecnologie innovative. Anche le strategie dei produttori si stanno adattando alle tendenze del mercato, con la creazione di brand che si rivolgono non solo al tradizionale segmento di consumatori ad alto livello di reddito, ma cercano di intercettare le esigenze di fashion ed originalita’ del pubblico piu’ giovane e dei consumatori della classe media.

Hong Kong e’ tradizionalmente un polo produttivo artigianale, ma alcuni produttori, soprattutto i piu strutturati, hanno iniziato ad utilizzare macchinari sofisticati e tecnologie di ultima generazione, come gli stampi elettronici, macchine a controllo numerico e design computerizzato, che danno luogo ad una straordinaria combinazione di arte manuale ed efficacia produttiva. Le nuove tecnologie consentono lo sviluppo e la ricerca di nuovi materiali che accrescono la possibilita’ di creare goielli originali, di tendenza e accuratamente lavorati.
L’integrazione con la Cina continentale, ove il costo del lavoro è più basso, ha portato alcuni produttori a spostarvi la fase produttiva, in particolare di gioielli a basso grado di precisione o prodotti in maggior quantità. In particolare il polo produttivo di Shenzhen (foto a destra) citta’ molto vicina ad Hong Kong e dove numerosi sono gli investimenti hongkonghini) si e’ fortemente specializzato nella produzione di gioielli in argento, catename stampato in oro e microfuso di fascia medio bassa. Importante anche il distretto di Panyu, dove operano circa 250 imprese che producono gioielli in quantità elevata, adornati con diamanti, pietre e perle. Negli ultimi tempi anche la città di Huadu, in prossimità del nuovo aeroporto di Guangzhou, sta dimostrando di avere un ambiente favorevole per la crescita dell’industria della gioielleria.
Tuttavia, anche gli imprenditori di Hong Kong che producono in Cina mantengono nel proprio paese le strutture per l’ideazione, il design, la gestione ed il controllo dei processi di produzione dei gioielli. Anche le lavorazioni che richiedono maggiori abilita’ artigianali vengono svolte ancora ad Hong Kong.
Prodotti e tendenze
Hong Kong produce molti gioielli con pietre preziose, particolarmente diamanti montati in oro a 14K o 18K, con gli anelli come primo articolo di vendita. Mentre i produttori europei si concentrano sulla produzione e la vendita di oggetti firmati e di alto prezzo unitario, i fabbricanti di Hong Kong puntano su un design calibrato sia sui gusti dei cinesi che degli europei, di buona qualità ed a prezzi competitivi.
Per quanto riguarda i materiali, il platino rimane il piu’ diffuso, ma con una ripresa della domanda per gioielli con pietre preziose colorate. Torna a crescere la domanda di gioielli in oro legata ad un design moderno. Il titanio sta guadagnando popolarita’, in quanto unisce forza a leggerezza ed indossabilita’.
I gioielli di tipo "Chuk Kam" – in oro 24K – sono tra i più popolari non solo sul mercato di Hong Kong, ma particolarmente su quello della Mainland China. I cinesi li considerano, infatti, un investimento finanziario, soprattutto per la loro facile convertibilità in moneta. Secondo i grossisti locali, i prodotti italiani più ricercati sul mercato di Hong Kong sono le catene d’oro, che presentano un ottimo rapporto qualita’/prezzo, seguite da altri tipi di materiali, quali l’argento e il platino. Si è infatti notato un più generale orientamento verso il metallo bianco, a Hong Kong e in Asia in generale, con i consumatori più giovani particolarmente interessati al platino e all’argento.
Altri tipi di gioielli, creati con coralli e perle hanno target diversi. Il corallo, che rappresenta una produzione Italiana significativa, ha un mercato di nicchia a Hong Kong, sebbene in questa edizione della HKIJS 2013 esso abbia raccolto un enorme interesse da parte dei compratori asiatici, nonostante il prezzo elevato. Le perle di tipologie fresh water e coltivate sono popolari, mentre quelle dei mari del Sud che provengono in colori oro, bianco e nero sono destinate ad un target medio alto/ alto.
Alcuni tra i maggiori dettaglianti locali sono anche produttori di lunga data come Chow Tai Fook, Tse Sui Luen ecc, dotati di macchine sofisticate con produzione automatizzata che gli consentono di dominare l'oreficeria di produzione di massa. Sebbene alcune delle maggiori catene al dettaglio di Hong Kong siano tenute da orafi locali, parte dei loro prodotti sono importati dall'Italia o da altri mercati esteri utilizzando marchi privati.
Oltre ai produttori locali che importano gioielli italiani, il maggiore canale di distribuzione dei gioielli italiani è tramite grossisti e importazione diretta da parte dei dettaglianti. Per i grossisti locali, i prodotti italiani importanti non sono solo venduti sul mercato di Hong Kong, ma sono anche riesportati ad altri Paesi, come la Cina continentale, gli Stati Uniti e altri mercati asiatici.
Le vendite via internet di gioielli B-to-C e B-to-B non sono particolarmente utilizzate ad Hong Kong. Tuttavia, molti consumatori locali sono facilmente influenzati dalle informazioni su internet, in quanto utilizzano il web per fare ricerche di mercato sui nuovi prodotti e per confrontare i prezzi. Cio’ anche perche’ e’ pratica comune per i gioiellieri locali (come Chow Sang Sang e Tse Sui Luen), utilizzare internet per pubblicizzare la loro gamma di prodotti e annunciare l'arrivo di nuove collezioni di gioielli.
fonte Italiani in Cina ( Ambasciata d'Italia a Pechino)








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